13 Apr

65mln, quanto riusciamo a spendere?

Da tanto tempo reclamo la necessità di procedere celermente alla quantificazione del fabbisogno per il completamento della ricostruzione pubblica e privata, considerato che i finanziamenti della legge statale di bilancio troveranno il 2020 come ultima annualità normativa, così il sindaco Pierluigi Biondi, sottolineando l’urgenza di una veloce stima delle risorse necessarie anche perché quelle già stanziate per il post sisma 2009 le stanno portando altrove.

Pierluigi Biondi

Un prelievo di 65milioni di euro dirottati sul altri territori colpiti da calamità naturali, denuncia il primo cittadino, da quanto appreso sul decreto sbloccacantieri di prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
E’ chiaro che se continuiamo a non saper spendere i fondi deliberati dal Cipe anche sette o otto anni fa, quelle risorse prenderanno il volo e non ce lo possiamo permettere.
Sulla ricostruzione pubblica siamo davvero all’angolo, mentre i puntellamenti di dieci anni fa cominciano a cedere e dovranno farsene carico per le rispettive competenze gli enti proprietari ed i più importanti soggetti attuatori, come il Segretariato per i beni culturali ed il Provveditorato ai Lavori Pubblici, per le rispettive responsabilità.
In particolar modo le chiese che non solo, così sventrate come restano Santa Maria Paganica e San Massimo, ma anche San Marco, metterebbero a rischio i cantieri vicini e l’incolumità pubblica, ma stiamo letteralmente perdendo beni unici ed irripetibili e per tale ragione tutelati anche dalla norma di rango costituzionale. 
Chi pagherà per tali ritardi?
Non credo che il Segretariato possa dormire sonni tranquilli avendo i fondi in cassa da troppi anni senza saperli spendere ed adesso rischiamo di vederceli tolti dalle urgenze di altri territori.
In più, i 10 milioni di euro statali girati per le maggiori spese e le minori entrate dovute al sisma 2009 e da trasferire al Comune dell’Aquila e al cratere per approvare i bilanci, sempre nel decreto sbloccacantieri, hanno una portata annuale, nulla per gli anni a venire, nonostante la richiesta del primo cittadino di una pianificazione pluriennale per evitare la periodica corsa contro il tempo.
E tornando ai 65milioni di euro: i nostri parlamentari abruzzesi cosa faranno?
Biondi auspica che s’individui una copertura finanziaria alternativa, e staremo a vedere.
Intanto, conclude, l’attribuzione dei fondi per le maggiori spese  e le minori entrate del Comune dell’Aquila necessari per l’approvazione del bilancio di previsione è la misura minima per consentire a questa terra di guardare con serenità all’immediato futuro e non aumentare il carico fiscale nei confronti del cittadino.
Dopo 10 anni è arrivato il momento di fare il punto, un punto di svolta ed una nuova pianificazione anche finanziaria che non dia più nulla per scontato sulla nostra ricostruzione.