19 Nov

A24/25, è certo solo il rincaro pedaggi

L’unica cosa certa, emersa oggi dal Consiglio comunale straordinario sulla sicurezza delle autostrade A24/25, è che da gennaio i pedaggi torneranno alti. Il problema si riproporrà, ha dichiarato il vice presidente del gestore, Strada dei Parchi spa, Mauro Fabris del gruppo Toto, speravo che si chiudesse il Piano economico e finanziario entro l’anno, ha detto, ma non è andata così.

Gli aquilani, il territorio, i pendolari, i consiglieri ed i rappresentanti istituzionali, nessuno, è uscito dalla seduta con una certezza una che quei tratti sono sicuri soprattutto in caso di scossa forte di terremoto. Per Strada dei Parchi spa in via ordinaria non c’è alcun pericolo perché fanno manutenzioni periodiche ed è tutto monitorato, al contrario per Placido Migliorino, il traffico limitato ai mezzi pesanti è solo il primo intervento previsto nella relazione, da lui firmata per conto dell’Ufficio ispettivo territoriale di Roma del Ministero delle infrastrutture e trasporti sullo stato dei viadotti, ma non servirà a nulla, ha aggiunto in Aula, se non monitoriamo le strutture per garantire e tutelare chi ci passa.

Quindi, restiamo appesi alla speranza che non faccia una scossa forte.

Migliorino ha insistito nel rimarcare la necessità di prove di carico su scala reale dei viadotti, e sul monitoraggio degli impalcati e dei materiali, il cemento armato è una materiale giovane e non si sa bene nei decenni come reagirà, oltre al monitoraggio sismico attraverso l’installazione di accelerometri e altra adeguata strumentazione in grado di misurare deformazioni e spostamenti, dopodiché se serve, ordinanze specifiche in carso di urgenza. E’ certa, secondo la relazione ministeriale, un’elevata vulnerabilità nella stragrande maggioranza dei 339 viadotti presenti sulle autostrade A24/25. Infrastrutture, ha rimarcato Migliorino, utilizzabili anche ai fini della Protezione Civile in caso di sisma e quindi, poiché si ritiene che ai fini sismici non sussistano gli adeguati standard di sicurezza, è estremamente urgente intervenire con i necessari lavori di adeguamento. Per il dirigente ministeriale le indagini del gestore sono datate, cinque o sei anni sono temi lunghi, ha dichiarato, non potendo poi relazionare ai consiglieri sui monitoraggi e su un piano di emergenza perché non ha avuto ancora proposte, d’altra parte Strada dei Parchi avrebbe contattato una società giapponese, rimarcando una volta di più gli elevati costi di gestione, che la gran parte degli incassi la girano allo Stato e non sul territorio, ed un contenzioso con Anas spa, che gli avrebbe passato in gestione viadotti poco manutenuti e in buona sostanza risorse pubbliche certe, per la messa in sicurezza richiesta. 

Il gestore ha concluso i lavori di antiscalinamento, per cui sono stati sboccati i fondi, ma la partita resta il Piano economico e finanziario, Pef, al vaglio del Ministero infrastrutture e trasporti, Mit.

Per Stefania Pezzopane bisogna sollecitare il ministro Toninelli per capire che intenzioni ha sul Pef, evitando sopralluoghi ad occhio, per il consigliere regionale Piarpaolo Pietrucci, che ha già speso in merito diverse sedute in Regione, come presidente della Commissione territorio, se l’infrastruttura è pericolosa va chiusa oppure lo Stato deve intervenire con i finanziamenti, mentre i pochi consiglieri comunali attivi come Masciocco e Di Benedetto, o il promotore della seduta De Matteis con il presidente Tinari hanno incalzato su una maggior chiarezza, senza tuttavia ottenerla davvero.

Il Consiglio ha approvato all’unanimità un ordine del giorno con il quale, alla luce di quanto emerso dalla discussione e “della disponibilità manifestata dal ministro Toninelli a ricevere proposte, nonché dell’individuazione, da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici, degli interventi necessari sulle tratte autostradali interessate”, invita il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti “a definire, entro le prossime settimane, il quadro definitivo del Piano economico e finanziario, Pef necessario per consentire la realizzazione delle opere necessarie”.

Dal dopo sisma, Strada dei Parchi spa avrebbe dovuto proporre un piano infrastrutturale di adeguamento antisismico.

Nel 2016, le varie proposte di sostituire viadotti con gallerie, risultarono troppo invasive per le aree interne e così quelle varianti si arenarono perché avrebbero leso bacini acquiferi, Parchi e Riserve tutelate, con almeno nove tunnel, maggiori di un chilometro, e costi raddoppiati.

Dopodiché il nuovo Pef, con il quale il gruppo Toto vorrebbe prolungare l’affidamento della concessione delle autostrade A24/25 per altri vent’anni, posticipando la scadenza dal 2030 al 2050, spendendo 3miliardi 140 milioni di euro, di cui 2miliardi pubblici, quelli attesi appunto dallo Stato a fondo perduto per la sicurezza, ma aumentando comunque la tariffa del 3,34% annuo, almeno fino al 2040, secondo alcune indiscrezioni emerse.

Gli investimenti necessari, secondo Strada dei Parchi spa, sarebbero di 1miliardo 623 milioni per i viadotti, partendo da quelli più a rischio; 375milioni di euro per le pile dei viadotti; 633milioni per le gallerie; alla manutenzione ordinaria sarebbero destinati 32,8 milioni ogni anno, rispetto ai 25,8 attuali, il resto su altri interventi, come l’antiscalinamento da poco concluso in caso di sisma.

Un snodo sarebbe però capire chi farà i lavori: il gruppo Toto? Fabris ha lasciato intendere, proprio stamattina, un affidamento in house, e comunque lo stato dell’autostrada e dei materiali dovrebbe forse valutarlo il Cnr o il Genio civile, per poi ricapitolare gli investimenti effettivi da parte del gestore e previsti nell’affidamento pubblico, per discutere infine, le condizioni del Piano economico e finanziario da approvare.