28 Giu

Ama spa, sindacati: “Un film già visto”

Capita a volte di provare la spiacevole sensazione di assistere ad un film già visto. Una sceneggiatura scontata ed un esito già scritto. In quel film purtroppo non vincono i giusti bensì chi, approfittando della loro buona fede, li usa da posizioni diverse per fini diversi da quelli rappresentati.

Domenico Fontana

Capita così che circa 140 lavoratori, i giusti di questa paradossale sceneggiatura, vengano rassicurati, coccolati, affascinati da progetti industriali sfidanti e dagli esiti mirabolanti.
Lo si fa attraverso annunci, conferenze stampa, presentazioni pubbliche. Si fa trapelare ed intendere che la via immaginata porti molti più vantaggi e richieda meno impegno rispetto al defunto progetto di Fusione dell’Azienda Ama spa in TUA.
Ovviamente si rappresentano come gufi, coloro i quali denunciano le difficoltà contingenti dell’azienda, la necessità di una strategia che con fatica si era condivisa con i lavoratori, ed ampiamente dibattuta in città.
Non proviamo nessun compiacimento a dire oggi che avevamo ragione ieri. Abbiamo discusso il Piano Industriale, ne abbiamo apprezzato il sistema di remunerazione del servizio, il cosiddetto costo standard. Quel Piano prevede o meglio prevedeva impegni precisi. Ad oggi purtroppo nessuno dei quali ancora riscontrabile, mentre più miseramente si manda deserta l’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio, l’azienda non è in grado di andare oltre l’ordinaria amministrazione, e mentre settembre e con esso la riapertura delle scuole si avvicina, banalmente si rischia di non assicurare gli attuali e già carenti servizi.
Senza cioè gli impegni e gli investimenti previsti in quel Piano, e la contestuale rottamazione di circa 25 autobus euro zero a breve mancherà la materia prima per svolgere il servizio.
Crediamo che la condizione richieda una discussione approfondita nel luogo deputato, che rimane il Consiglio comunale, e meriti un approccio più serio rispetto alla piazza mediatica.

 

Le Segreterie Provinciali
FILT-CGIL, FIT-CISL, FAISA-CISAL, UGL
Fontana D., De Angelis A., Specchioli N., Bussolotti R.

 

Ama spa, come evitare il fallimento?

Non si offenda l’assessore Mannetti, la prenda piuttosto come un’esortazione accorata, ma è davvero giunta l’ora che ai suoi annunci seguano finalmente i fatti; in ballo c’è l’erogazione di un servizio pubblico essenziale e il destino di 140 dipendenti.
Così in una nota, il capogruppo Pd in Consiglio comunale Stefano Palumbo.
Era il mese di marzo, infatti, quando l’assessore alla mobilità annunciava alla stampa un piano industriale, mai trasmesso neanche per semplice conoscenza ai consiglieri comunali, che pure rappresentano la proprietà della società partecipata, rileva Palumbo, che avrebbe reso l’Ama una società finalmente solida, giustificando così la volontà di abbandonare il percorso di fusione con la TUA società unica regionale che chiuderà il bilancio col segno meno; queste le sue affermazioni. Ebbene, oggi, a qualche giorno dal termine ultimo fissato per legge, 30 giugno, l’assemblea dei soci convocata per l’approvazione del bilancio 2018 è andata deserta.
Si tratta del terzo bilancio consecutivo chiuso in perdita, con un capitale sociale ridotto ormai all’osso, ovvero poco più di 100mila euro, e con una perdita mensile stimata intorno ai 120mila euro. In assenza di un necessario piano di risanamento, l’azienda dei trasporti aquilana può ritenersi dunque tecnicamente fallita.

Stefano Albano e Stefano Palumbo

Un piano che in questi due anni abbiamo chiesto ripetutamente all’assessore ben sapendo che le difficoltà attraversate dall’azienda sono dovute a criticità strutturali superabili solo attraverso investimenti, riduzione dei costi e una seria riforma della mobilità pubblica cittadina.
Ad oggi, bisogna invece prendere atto, con rammarico, che non è stato ancora approvato il PUMS, strumento su cui l’azienda dovrebbe orientare le proprie scelte, né è stato previsto nel bilancio di previsione, appena approvato dal consiglio comunale, la copertura necessaria per il contributo aggiuntivo, a quello già previsto dal contratto di servizio in essere, che il Comune dovrà corrispondere all’Ama per evitare il default.
Siamo ormai a metà esercizio 2019 e ancora non è dato sapere quando e in che forma sarà rivisto il contratto di servizio, a quanto ammonta l’addendum al contributo comunale già previsto, se verrà garantito attraverso una variazione di bilancio e, nel caso, quali sono i tagli che subirà il bilancio comunale appena approvato.
Le risposte a tutte queste domande, conclude il capogruppo, ritengo siano di interesse per l’intero Consiglio comunale e potranno pertanto essere fornite nell’ambito della commissione consiliare competente, che chiederò al presidente Di Luzio di convocare con urgenza e dalla cui discussione mi auguro escano le soluzioni che l’amministrazione non è riuscita finora ancora a trovare.