02 Feb 19

Un Manifesto per le Soprintendenze

MANIFESTO per la difesa della Cultura e del Territorio
E’ del 1934 il Regio Decreto che istituisce la Soprintendenza all’Arte Medioevale e Moderna, con sede a L’Aquila.

La Soprintendenza dell’Aquila, da allora, è stata protagonista di una costante costruzione di conoscenze e competenze, non solo per i suoi operatori, di altissima cultura e capacità, ma per l’intero tessuto professionale, tecnico, artigianale e imprenditoriale che negli anni ha lavorato sui beni culturali del nostro territorio, denso di emergenze straordinarie e di storia, bellezza e identità diffuse.

Un’attività in grado di fare scuola, tradizione, trama di esperienze, connettivo culturale incomparabile, patrimonio della comunità e dei suoi luoghi.

Dopo il sisma, ancora di più, è stata baluardo del territorio. Nel confuso e inadeguato ordinamento normativo della prima emergenza, la Soprintendenza dell’Aquila – proprio in quanto sede al contempo istituzionale, amministrativa e operativa – ha potuto far fronte con indipendenza e senso pratico, e soprattutto con capacità decisionale, ad una attività straordinaria per quantità e qualità del lavoro, dimostrando che le procedure ordinarie, se applicate con intelligenza e passione da chi conosce il territorio, funzionano meglio di qualsiasi norma emergenziale.

In breve ha svolto un ruolo di presidio istituzionale in un periodo delicatissimo per la città e il territorio perché spesso, dopo aver subito le conseguenze di una catastrofe, le rappresentanze locali, i professionisti, tutti i cittadini si ritrovano anche sostanzialmente a margine dei processi decisionali.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. A L’Aquila la ricostruzione dei singoli edifici tutelati è partita tre anni prima del concreto avvio delle attività sul centro storico ed essi sono diventati simbolo di un futuro possibile.

L’opposizione alla riforma del Mibact avviata nel 2014 non è affatto, qui, una questione campanilistica, come qualcuno ha superficialmente osservato, né è vero che non si siano sollevati scudi – le associazioni culturali, parte della politica, i sindacati lo hanno fatto.

Semmai è vero il contrario, che una città come la nostra, che da dieci anni impegna le sue energie tecniche, culturali, amministrative, sociali, nella faticosa riappropriazione di luoghi e consuetudini, non può contemporaneamente, sempre, guardarsi le spalle.

Non si parli neanche di razionalizzazione/efficientazione dei servizi, perché in genere questa si sostanzia nell’eliminazione di sedi periferiche o improduttive.

Fermo restando che tale orientamento, purtroppo molto diffuso anche in caso di servizi indispensabili, sta decretando ovunque l’impoverimento e lo spopolamento delle aree interne, di certo non è il nostro caso, non si è colpita una realtà improduttiva, al contrario è stata sottratta a un territorio una delle sue principali sostanze, funzioni, capacità, potenzialità.

La riforma Franceschini ha rivoluzionato la storica organizzazione delle Soprintendenze – dall’inizio del ‘900 suddivise per competenze: storico artistiche, ai monumenti, ai musei e scavi di antichità – unificandole e separandole dai musei: dunque la tutela distinta dalla valorizzazione, puntando molto su quest’ultima.

Che effetto fa in Abruzzo, nel nostro territorio, la separazione per decreto tra valorizzazione e tutela?

La risposta è: DEVASTANTE, soprattutto alla luce della scadenza del 31 dicembre 2019 prevista per la Soprintendenza Unica dell’Aquila e del cratere.

Noi siamo convinti che questo territorio abbia bisogno e per molto ancora, di un’azione di tutela, ben oltre la scadenza del 2019.

Anzi riteniamo che la migliore valorizzazione di un patrimonio come il nostro, in un territorio fragile, poco conosciuto e connesso, sia proprio una costante azione di presidio che, come abbiamo detto, non si limita alla salvaguardia, ma per esteso alimenta costantemente conoscenza e cultura locale, in particolare dopo il 2009, tiene in vita un prezioso rapporto tra uffici e territorio, maestranze, imprese, professionisti, e diffonde e condivide – ed è questo il patrimonio da tutelare – un’attenzione profonda sui beni culturali e sul paesaggio, qui peraltro mirabilmente integrati.

La condizione pro-tempore della Soprintendenza Unica è inaccettabile. Così come è inaccettabile il trasferimento delle funzioni di tutela in una città diversa da L’Aquila, perlopiù capoluogo di Regione. Sarebbe l’unico caso in Italia.

Chiunque faccia programmi politici, finanziari, economici e sociali sul tema delle “aree interne” non può non condividere questa posizione. Altrimenti si fa retorica.

Gli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia dell’Aquila chiedono pertanto, con forza, al sig. ministro Alberto Bonisoli e al sottosegretario del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Gianluca Vacca – non artefici della riforma, ma oggi in possesso dell’autorità di apportarvi modifiche – di considerare con attenzione le peculiarità del caso L’Aquila, brevemente illustrate in questo Manifesto, e di:

1) rinnovare competenze e funzioni della Soprintendenza Unica Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città dell’Aquila e i Comuni del Cratere oltre la prevista scadenza del 31/12/2019, anche valutando di estenderle ai territori abruzzesi ricompresi nei crateri 2016/2017, in virtù dell’esperienza maturata sulla ricostruzione post-sisma 2009;

2) avviare sin d’ora un percorso teso a restituire a L’Aquila la sede stabile della Soprintendenza, in quanto in possesso di competenze, modelli e strumenti felicemente sperimentati sulla tutela dei beni culturali e del paesaggio dell’intero territorio regionale, anche in riferimento al rischio e alla prevenzione, alla specializzazione dei processi amministrativi, alla ricerca, alla formazione e alla qualificazione dei saperi e dei mestieri.

Senza dimenticare la necessità di rivolgere, finalmente, l’attenzione che meritano alle enormi ricchezze archeologiche dell’aquilano, Amiternum, Foruli, Forcona, Peltuinum, Poggio Picenze e tanto altro, che fanno del nostro territorio una straordinaria e incessante scoperta di bellezza.

 

L’Aquila, 28 gennaio 2019

Proposta della Commissione Urbanistica dell’Ordine degli Architetti P.P. e C. della Provincia dell’Aquila.