11 Gen

Soprintendenza unica ed aree interne

Il trasferimento della Soprintendenza unica Archeologica, Belle Arti e Paesaggio dall’Aquila a Chieti è avvenuta nel 2016, nell’indifferenza, se non con la complicità, delle forze politiche al governo dell’epoca, aquilane, regionali e nazionali. Con quell’operazione, forse, qualcuno ha barattato rendite politiche nel centrosinistra. La precisazione è del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.
Una realtà ereditata e di cui ho discusso, sin dal primo incontro, con il sottosegretario con delega alla ricostruzione e alla tutela del patrimonio culturale e paesaggistico colpito dagli eventi sismici, Gianluca Vacca, sottolinea il sindaco.
Nel corso delle diverse interlocuzioni di questi mesi ho sottoposto in più occasioni la questione della prosecuzione dell’attività degli uffici della Soprintendenza unica deputata a seguire da vicino la ricostruzione dei beni culturali dell’Aquila e del cratere all’onorevole Vacca, che mi ha assicurato il massimo impegno, suo e del governo, in tal senso. Fino ad oggi non avevo mai reso pubblica questa circostanza, che può essere confermata dal diretto interessato, ma considerata la sollecitazione mediatica arrivata dall’avvocato Riccardo Lopardi mi è sembrato giusto portarla a conoscenza della città. Un primo, importante, segnale lo ha dato lo stesso sottosegretario, annunciando nuove assunzioni di personale che consentiranno alla Soprintendenza per L’Aquila e il cratere di proseguire nella sua pregevole e complessa attività di recupero dello straordinario patrimonio culturale e architettonico martoriato dal terremoto di dieci anni fa, conclude il sindaco.
Intanto nel pomeriggio, in qualità di presidente del Comitato ristretto dei sindaci ha inviato una lettera al manager della Asl numero 1, Rinaldo Tordera, esprimendo viva preoccupazione per il taglio delle prestazioni presso l’ambulatorio pediatrico di Castel di Sangro, invocando un intervento urgente, per colmare questa lacuna che rischia di avere effetti preoccupanti sulla salute dei piccoli pazienti con conseguenti preoccupazioni e problematiche per moltissime famiglie.
Ricordando poi che la struttura castellana è un punto di riferimento non solo per le zone dell’Alto Sangro, ma anche per le popolazioni delle realtà molisane a confine con l’Abruzzo, il sindaco ha scritto che il sistema sanitario delle aree interne sconta grandi difficoltà, legate a complessità territoriali e note difficoltà riscontrate dai presìdi sanitari di frontiera, ultimo baluardo contro il pericolo di spopolamento delle zone più impervie dell’Abruzzo. Solo attraverso il loro rafforzamento, da operare attraverso la razionalizzazione e il potenziamento del personale, si può pensare che prestazioni essenziali come quella fornite dall’ambulatorio pediatrico di Castel di Sangro possano continuare a essere garantite con continuità e costanza.