11 Mag

A24/25, Biondi diffida Strada dei Parchi

La chiusura del traforo del Gran Sasso costituisce un atto irresponsabile e potenzialmente lesivo della normativa e degli interessi dei cittadini. Per questo motivo, lunedì mattina notificherò una diffida formale indirizzata a Strada dei Parchi a non interrompere un pubblico servizio indispensabile per i collegamenti sulla direttrice Tirreno Adriatica.
Lo annuncia il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che ieri sera ha riunito d’urgenza la Giunta e alcuni dirigenti dell’ente.
Nel pomeriggio ho avuto una nuova interlocuzione con la concessionaria dell’autostrada A24/25 in cui è stata ribadita la volontà di interdire al traffico, in entrambe le direzioni di marcia, la tratta tra gli svincoli di Assergi e Colledara San Gabriele dalla mezzanotte del 19 maggio, spiega il primo cittadino in una nota.

Pierluigi Biondi

Se nel giugno del 2010 l’occupazione pacifica dell’autostrada da parte degli aquilani, per una legittima rivendicazione legata al post sisma, diede vita all’apertura di un fascicolo per il reato di interruzione di pubblico servizio, a maggior ragione il blocco del transito nella galleria comporterebbe un pregiudizio irreparabile per diverse categorie dai pendolari agli studenti, passando per coloro che hanno bisogno di recarsi presso i presìdi ospedalieri dell’Aquila e di Teramo, fino alle attività legate al turismo montano e balneare.
A ciò si aggiunge lo stop delle attività dei Laboratori nazionali di fisica nucleare del Gran Sasso che, oltretutto, rimarrebbero senza presidio, stante l’impossibilità, ad oggi, di accesso del personale e degli addetti alla sicurezza.

Cesare Ramadori

Circostanza che, oltre a mettere a rischio la sopravvivenza di un’eccellenza scientifica del territorio di rilevanza internazionale e a cagionare ingenti danni economici, impone di valutare le conseguenze che potrebbero derivare dalla mancata manutenzione e controllo dei macchinari presenti all’interno della struttura.  Qualora la chiusura dovesse concretizzarsi, l’amministrazione è pronta a tutelare nelle sedi opportune gli interessi della comunità aquilana e delle aree interne, stante le notizie concomitanti della paventata interruzione della circolazione veicolare sulla Strada statale 80, emersa oggi da una riunione che si è tenuta nella Prefettura di Teramo, e l’annunciata chiusura da parte di Strada dei Parchi delle rampe di entrata in autostrada dello svincolo di Bussi/Popoli dal 20 maggio al 30 giugno sia in direzione Pescara/interconnesione A14 che in direzione Roma/L’Aquila/Teramo per lavori di manutenzione urgenti. Chiedo che, qualora si dovesse procedere alla chiusura, il ministro alle Infrastrutture, Danilo Toninelli, valuti attentamente la revoca della concessione a Strada dei Parchi, costituendo la condotta della società una giusta causa di risoluzione per inadempimento, conclude Biondi.

 

Chiusura traforo, Tinari invita al dialogo

La chiusura del Traforo del Gran Sasso è un atto sconsiderato e inaccettabile della Società Autostrada dei Parchi che mette in clamorosa evidenza il fallimento della politica di Governo e della società concessionaria delle autostrade A24/25.
La paventata e imminente chiusura del traforo rappresenta un danno incalcolabile per l’economia e la vita quotidiana di migliaia di cittadini abruzzesi, un’azione sconsiderata che stride con le regole più elementari della politica del dialogo. In questi casi bisogna privilegiare la politica dell’incontro e non dello scontro, scrive in una nota il presidente del Consiglio comunale dell’Aquila Roberto Tinari.

Roberto Tinari

Rivolgo alle parti l’ennesimo invito, quello dell’incontro aperto e responsabile che deve portare alla soluzione di ogni criticità portata all’eccesso, atti dovuti nei confronti dei cittadini. Questa situazione non giova a nessuno. Soluzioni così drastiche e penalizzanti non sono e non possono essere giustificate e, se adottate, non fanno altro che dimostrare la totale irresponsabilità dei soggetti interessati, Strada dei Parchi e Governo in carica, incapaci di trovare nei tempi e nei modi sperati la giusta e dovuta soluzione. Arrivare alla chiusura perentoria di un tratto autostradale che divide in due la regione e rischia di isolare le aree interne, significa sacrificare e penalizzare solo e soltanto i cittadini che loro malgrado devono percorrere l’autostrada a costi elevati, tra i più alti d’Italia, per motivi di lavoro e necessità.
Le stesse attività che si svolgono all’interno dei Laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso rimarrebbero senza presidio con una pesante ricaduta e un grave danno di immagine per il nostro territorio.
Già lo scorso anno, nel mese di novembre, avevamo intuito la situazione di criticità, tra Governo e Strada dei Parchi, convocando un Consiglio comunale straordinario sull’argomento, alla presenza degli interlocutori principali, nell’ambito di un confronto pubblico aperto. Non è compito nostro trovare il colpevole di questa situazione inaccettabile ma richiamare le parti al senso di responsabilità questo sì e lo faremo, nei modi e nei tempi dovuti.
E’ necessario e urgente trovare un accordo per non far pesare sulla testa dei cittadini la gestione sciagurata di una politica che in tutti questi anni non ha saputo badare nemmeno a sé stessa. E’ arrivato il momento di porsi delle domande e trovare in tempi rapidi tutte le risposte. L’Abruzzo non ha bisogno di conflitti tra enti e istituzioni ma di incontri responsabili, fattivi e risolutivi.

 

Traforo, Forum H2O: “Politica non sia ostaggio”

In merito alla boutade avviata da Strada dei Parchi che vorrebbe imporre la chiusura del traforo del Gran Sasso per la Mobilitazione per l’Acqua del Gran Sasso fin dall’inizio non si dovevano assecondare i desideri della concessionaria, a partire dalla richiesta di un commissario, ma, al contrario, metterla davanti alla sue responsabilità, scrivono gli attivisti in una nota stampa.

Traforo del Gran Sasso

Bene quindi la posizione del sindaco dell’Aquila Biondi con la diffida per scongiurare il blocco della viabilità sull’arteria strategica e, nel caso, per ottenere la valutazione del ritiro della concessione da parte del Ministero delle Infrastrutture. Era la risposta da dare fin dall’inizio agli annunci di Strada dei Parchi. Invece la politica è andata dietro ai voleri del concessionario sul commissario. Ora, come avviene sempre in questi casi, la società non si accontenta e alza ulteriormente l’asticella dello scontro.
Ma dove si è mai visto che un soggetto posto sotto accusa da una Procura per fatti specifici relativi alla normali precauzioni, a partire dai lavori di manutenzione, che avrebbe dovuto prendere nella gestione del tunnel rispetto alla qualità dell’acqua utilizzi ora proprio questo bene pubblico, l’autostrada, gestito a prezzo carissimo per gli utenti, nella propria strategia processuale di autodifesa scaricando tutte le conseguenze sui cittadini e sull’economia del Paese? Con la magistratura che non ha posto sotto sequestro l’autostrada né imposto altre misure cautelari, come si può parlare di reiterazione del reato?
La politica non resti ostaggio dei voleri del privato ma alzi la testa, considerato anche lo stato generale della manutenzione dell’infrastruttura affidata al privato. Auspichiamo che tutte le amministrazioni e i portatori d’interesse attacchino le posizioni inaccettabili di questa società richiamandola alle proprie responsabilità. La sicurezza di acqua, tunnel e laboratori si ottiene ripartendo dai 10 punti elencati dalla Provincia di Teramo e dall’assemblea dei sindaci del teramano. Tra questi: tavolo di coordinamento nazionale con il Governo, reperimento dei 172milioni di euro per i lavori, allontanamento delle 2.300 tonnellate di sostanze pericolose dai Laboratori, nessuna deroga alle norme poste a tutela di salute e ambiente.