09 Dic

Bussi, in tribunale per il comparto Z

Sono giorni importanti per il sito inquinato di Piano d’Orta nel Comune di Bolognano, una parte del quale, è ricompreso nel Sito nazionale per le bonifiche di Bussi. Un’area con elevati picchi di sostanze pericolose quali arsenico e piombo sia nel suolo che nell’acqua di falda, frutto avvelenato del vecchio impianto Montecatini dismesso da oltre 50 anni e mai messo in sicurezza.

Il tutto, praticamente in mezzo alle abitazioni, torna a denunciare Forum H2O.

Oggi il nuovo sindaco di Bolognano, Guido Di Bartolomeo, ha emanato un’ordinanza che obbliga la società Moligean, attuale proprietaria del sito in cui insistono diversi edifici abbandonati, ad abbatterli senza indugio, in quanto costituiscono sia un pericolo sia un impedimento per i lavori di bonifica avviati da alcuni mesi da Edison, il soggetto chiamato a rispondere per lo stato di contaminazione delle aree in quanto erede del gruppo Montecatini.

I tecnici della Edison, più volte hanno posto il problema dell’accessibilità in sicurezza delle aree, e il Ministero dell’Ambiente, ha reiterato l’invito ad intervenire con l’abbattimento degli edifici per far andare avanti i lavori di disinquinamento e messa in sicurezza. Il sindaco ha ordinato anche la rimozione di alcuni rifiuti superficiali presenti, residui di edilizia, che ostacolano l’accesso ai suoli che devono essere trattati da Edison.

Peraltro domani, al Tribunale di Pescara, con l’udienza preliminare fissata davanti al giudice Elio Bongrazio, inizierà il procedimento nei confronti di quattro persone, tra cui l’ex sindaco di Bolognano, Silvina Sarra, e tre funzionari della provincia di Pescara, sullo stato delle attività volte ad affrontare lo stato di inquinamento dell’area denominata, comparto Z, che era rimasta inopinatamente al di fuori del Sito nazionale di bonifica, nonostante gli altissimi livelli di contaminazione riscontrati già nel periodo 2008/2009.

A denunciare la questione fu, nel maggio 2017, Stazione Ornitologica Abruzzese, che inviò al Ministero dell’Ambiente e agli altri enti una dettagliata ricostruzione storica del sito industriale facendo emergere tutte le criticità, compresa la presenza di ceneri di pirite, poi classificate da Arta come rifiuti speciali pericolosi per l’alto tenore di piombo e arsenico, affioranti praticamente tra le abitazioni.

Purtroppo, nei mesi scorsi, l’Arta ha segnalato il rinvenimento di altri cumuli di scorie fino al fiume Orta. Forum H2O, si chiede come mai il Ministero ritardi la riperimetrazione del sito con un nuovo decreto, procedura, conclude la nota, che va avanti da oltre un anno.