13 Mag

Traforo del Gran Sasso, è mobilitazione

Giovedì prossimo il Consiglio comunale dell’Aquila si riunirà in seduta straordinaria per discutere sulla paventata chiusura del traforo del Gran Sasso. Lo ha stabilito stamani all’unanimità la conferenza dei capigruppo, convocata d’urgenza dal presidente del Consiglio comunale, Roberto Tinari. Obiettivo dell’Assemblea civica, convocata per le ore 9, è individuare un’azione sinergica e condivisa tra il Comune dell’Aquila, la Regione Abruzzo, i sindaci dei comuni interessati al passaggio dell’autostrada, sia del versante aquilano che di quello teramano, per scongiurare quello che la conferenza dei capigruppo ha definito un’azione sconsiderata che penalizzerebbe non solo i cittadini ma l’economia di una regione intera.

Roberto Tinari

I capigruppo hanno ribadito quanto espresso dal presidente Tinari l’altro ieri sulla problematica in questione. Si è giunti con colpevole ritardo e in modo assolutamente irresponsabile ad una soluzione che, se attuata veramente, rappresenterebbe un duro colpo soprattutto per le aree interne che vedrebbero vanificati tutti gli sforzi fatti in dieci anni dal terremoto. Siamo assolutamente contrari alla politica dello scontro sulla pelle dei cittadini e invitiamo pertanto i soggetti coinvolti, cioè la società Strada dei Parchi e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a un atto di responsabilità che possa scongiurare la proclamata chiusura del traforo dell’A24 a partire dal 19 maggio. Consci del fatto di non essere i giudici di una situazione complicata e complessa per cui solo la magistratura ha il diritto di decidere, come espressione della massima Assise cittadina e in qualità di rappresentanti dei cittadini, abbiamo il dovere di intraprendere ogni azione possibile per evitare un danno così grande alla popolazione aquilana e abruzzese.

 

Confcommercio Abruzzo in stato d’agitazione

Stato di agitazione di tutti i settori rappresentati da Confcommercio Abruzzo per sottolineare le drammatiche conseguenze economiche e sociali che deriverebbero dalla chiusura del Traforo del Gran Sasso, dichiarata dalla Società concessionaria autostradale Strada dei Parchi.

Traforo del Gran Sasso

Siamo purtroppo di fronte ad uno scenario surreale ed inaccettabile che qualora si verificasse realmente, avrebbe conseguenze devastanti in un contesto regionale che da oltre un decennio si sforza di superare un calvario economico e sociale iniziato nel 2009 con il sisma che ha distrutto L’Aquila ed il suo comprensorio ed è proseguito sino agli altri eventi catastrofici ripetutisi che si sono verificati fino al 2017, si legge in una nota stampa.
La dichiarata chiusura dell’arteria vitale per l’Abruzzo e per l’intero Centro Italia configurerebbe la morte certa per il rilancio con cui, con ogni sforzo, tutte le categorie economiche stanno faticosamente e dolorosamente facendo i conti e riporterebbe la nostra Regione ad un totale isolamento che è da scongiurare con ogni mezzo ed ad ogni costo. Ci auguriamo, pertanto, che le scelte politiche al riguardo saranno lucidamente orientate in tale direzione per scongiurare catastrofiche conseguenze sul tessuto economico e sociale della Regione. Se così non sarà e ovviamente non ce lo auguriamo, saremo costretti a portare nelle strade, nelle autostrade e nelle piazze dell’Abruzzo decine di migliaia di titolari ed addetti dei nostri settori e ciò che potrebbe accadere, alla vigilia di un appuntamento democratico fondamentale per il Paese e per il nostro continente, non è davvero prevedibile. Confidiamo pertanto nel senso di responsabilità di tutti. Così all’unisono hanno dichiarato il Presidente Regionale di Confcommercio Abruzzo Roberto Donatelli, i Vice Presidenti Marisa Tiberio (Chieti), Francesco Danelli (Pescara) e Giammarco Giovannelli (Teramo) e il Direttore Celso Cioni.       

 

Confartigiananto, un danno gravissimo

La chiusura del traforo del Gran Sasso rappresenterebbe un danno gravissimo per il tessuto economico e per gli artigiani abruzzesi e va evitata in ogni modo. I territori che subirebbero gli effetti di tale chiusura sono gli stessi già duramente colpiti dal terremoto, che, a fatica, stanno provando a riemergere da una crisi drammatica. Bloccare i collegamenti e, di fatto, tagliare in due l’Abruzzo vorrebbe dire mettere in ginocchio le centinaia di piccole imprese che in quei territori operano. E’ necessario il massimo impegno, a tutti i livelli, per scongiurare tale rischio. I soggetti coinvolti, in base alle diverse competenze, devono avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità. L’economia aquilana e quella abruzzese hanno bisogno di iniziative per il rilancio e per lo sviluppo e non di ulteriori penalizzazioni. Dichiarano il presidente ed il direttore di Confartigianato Chieti L’Aquila, Francesco Angelozzi e Daniele Giangiulli.

 

Pezzopane, l’autostrada è pubblica non di Sdp

Sono ormai settimane che chiediamo al ministro Toninelli di occuparsi con urgenza dell’autostrada del Gran Sasso, dopo che Strada dei parchi ne ha annunciato la chiusura.

Stefania Pezzopane

L’autostrada è pubblica, non del gestore ed il ministero deve far subito revocare l’assurda decisione di interruzione di un servizio pubblico. Col passare dei giorni la situazione si è anche complicata perché nel frattempo è stata comunicata la chiusura di altri tratti autostradali come Tornimparte e Bussi, mentre Anas ha dichiarato che le statali non possono sopportare il nuovo carico. Serve immediatamente nominare un commissario per la sola esecuzione delle opere, senza deroghe ambientali, e stanziare con un emendamento al decreto cantieri le somme necessarie per la messa in sicurezza del Gran Sasso. Lo diciamo da settimane mentre Toninelli continua a parlare di concessioni e Salvini viene in Abruzzo per le elezioni e parla di sicurezza. Ma quale sicurezza! Fanno chiudere il traforo e sarà emergenza sanitaria e emergenza protezione civile, perché il traforo è sull’autostrada del sistema nazionale della protezione civile. L’inerzia assoluta di questo governo di incompetenti e spregiudicati sta strangolando l’Abruzzo, la sua economia e il turismo. Lo afferma Stefania Pezzopane, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

 

Provincia dell’Aquila contraria alla chiusura

È stata convocata per venerdì prossimo 17 maggio, dal presidente della commissione viabilità, Gianluca Alfonsi, la riunione per deliberare avverso la decisione di chiusura del traforo del Gran Sasso d’Italia annunciata  dal gestore della tratta, Autostrada dei Parchi spa. La chiusura comporterebbe, di fatto, un isolamento dei territori dal resto della regione Abruzzo e dalle principali direttrici commerciali del corridoio adriatico e,  l’utilizzazione della strada che passa attraverso il valico delle Capannelle, ci riporterebbe di colpo nel secolo scorso. Il Presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, dichiara che il danno, oltre che per la città dell’Aquila e la provincia, si ripercuote sull’intera nazione, collegando il traforo il tirreno con l’Adriatico, ovvero tutti i passaggi e gli scambi siano essi di natura commerciale o di collegamento con le principali infrastrutture dei territori, quali ospedali, università, uffici ecc., senza dimenticare che dovrebbe cessare la propria attività una delle eccellenze italiane di livello internazionale, quale il  laboratorio di fisica nucleare del Gran Sasso.