06 Feb

Ci resterà l’opera di Beverly Pepper

La municipalità aquilana le serberà per sempre riconoscenza e profondo affetto. Resta la sua opera, superba ed evocativa, moderna ma ricca di richiami all’arte classica e al passato, ancora più suggestiva nelle giornate di sole. Come un sorriso che ha voluto regalarci, ormai parte dell’immagine e del cuore della città.

Così, Pierluigi Biondi sulla scomparsa dell’artista Beverly Pepper.

La notizia di questa immane perdita per la nostra città e per tutto il mondo dell’arte e della cultura ci trova profondamente commossi e addolorati. Beverly Pepper, esponente di spicco della Land Art, oltre ad aver scritto una delle pagine più proficue, significative e rivoluzionarie dell’arte contemporanea, incidendo intensamente sul mondo della cultura e del sapere, ha legato per sempre il suo nome alla rinascita e alla ricostruzione della città dell’Aquila, grazie alla ideazione e realizzazione dell’Amphisculpture del Parco del Sole.

L’opera è stata insignita, lo scorso anno, di una menzione speciale nell’ambito del prestigioso Premio Paesaggio del Consiglio d’Europa, per la sua capacità di ricongiungere passato e presente, di incidere sulla rigenerazione urbana di un centro che aveva subito una catastrofe come il terremoto e per la sua funzione di carattere culturale e aggregativa.  Il sisma, infatti, ha costretto a modificare prospettive e visioni e, soprattutto, linguaggi. Al cemento e alle malte andava necessariamente aggiunta la ricostruzione anche sociale e identitaria.

La realizzazione dell’Amphisculpture, nata nell’ambito del progetto ‘Nove artisti per la ricostruzione’, a cura della critica d’arte Roberta Semeraro, nacque proprio per rispondere a questa necessità.

L’amphisculpture di Beverly Pepper

L’arte del presente  diventava dunque sublimazione del passato, facendosi racconto di una tragedia che resterà per sempre nella memoria della collettività, e, al tempo stesso, rappresentazione plastica della sua rinascita. Il dialogo tra passato e presente si rispecchia oggi anche in quello tra scultura e paesaggio, perché l’opera di Beverly Pepper nasce per luogo e a quel luogo si adatta, si modella, con quel luogo si compenetra. Il paesaggio si trasforma nell’opera dell’arte, l’opera d’arte respira nel paesaggio. L’inaugurazione dell’Amphisculpture fu un evento per  tutta la città, una grande festa di musica e di colori, proprio come la volle Beverly Pepper, che ci tenne a presenziare. Newyorchese di nascita, italiana di adozione, resterà per sempre nella memoria e nella storia della Città dell’Aquila, per il dono meraviglioso che ha voluto farci in un momento drammatico. Il suo contributo alla rinascita è stato fondamentale e generoso.