25 Mar

Incentivi per produrre mascherine

Al via il bando promosso da Invitalia, l’Agenzia nazionale per lo sviluppo, per la produzione e la fornitura di dispositivi medici e di Dispositivi di protezione individuale (Dpi) per il contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19. L’agevolazione rientra nel Cura Italia Incentivi ed ha una dotazione finanziaria di 50milioni di euro. Le domande possono essere presentate, esclusivamente on line, a partire dal 26 marzo, alle ore 12.

A comunicarlo è Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno. Gli incentivi, spiegano il presidente di Confindustria, Riccardo Podda, e il direttore degli Industriali, Francesco De Bartolomeis, si rivolgono a tutte le imprese , comprese le società di persone, senza vincoli di dimensione. Sono escluse le ditte individuali e le partite Iva. La misura è finalizzata ad ampliare o riconvertire le attività in essere, finalizzandole alla produzione di dispositivi medici e di Dispositivi di protezione individuale. L’investimento, per accedere al finanziamento, può variare da 200mila euro a 2milioni di euro.

E’ prevista l’erogazione di un mutuo agevolato a tasso zero, dichiarano Podda e De Bartolomeis, a copertura del 75% del programma di spesa, rimborsabile in sette anni. Gli incentivi saranno erogati sull’investimento e il capitale circolante. Il tetto massimo di contributo è pari a 800mila euro. Possono essere calcolate anche le spese sostenute prima della presentazione della domanda, ma dopo la pubblicazione del decreto legge Cura Italia, pubblicato il 17 marzo scorso.

Riccardo Podda

Questo lo scaglione delle premialità, considerando che il mutuo agevolato può trasformarsi in fondo perduto in funzione della velocità dell’intervento: 100% di fondo perduto se l’investimento si completa entro quindici giorni; 50% di fondo perduto se l’investimento si completa in trenta giorni; 25% se l’investimento termina in sessanta giorni. Per le aziende proponenti è prevista una procedura light con adempimenti ridotti e la richiesta di una perizia tecnica asseverata: il 60 per cento della spesa verrà erogata come anticipo, senza garanzie al momento dell’accettazione del provvedimento di ammissione alle agevolazioni. Il saldo arriverà a conclusione degli investimenti. L’iter di valutazione semplificato si conclude in cinque giorni. Per accedere alla piattaforma è necessario registrarsi nell’area riservata del portale di Invitalia indicando un indirizzo di posta elettronica ordinario. Eseguita la registrazione, bisognerà accedere ai servizi online, compilare direttamente la domanda e caricare tutta documentazione da allegare firmando i relativi documenti digitalmente, ove necessario. Per richiedere le agevolazioni è pertanto necessario disporre di una firma digitale, oltre che di un indirizzo di posta elettronica certificata, pec. A seguito dell’invio telematico della domanda con i relativi allegati, sarà assegnato un protocollo elettronico. Invitalia valuterà le domande in base all’ordine cronologico di arrivo, fino all’esaurimento dei fondi.

 

Confindustria, stima 2miliardi di perdite

Le previsioni non sono rassicuranti. Qualora l’emergenza coronavirus dovesse prolungarsi nel tempo, in provincia dell’Aquila si stima una perdita, per il settore industriale, pari a circa 2 miliardi di euro di fatturato. A dichiararlo è il direttore di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, Francesco De Bartolomeis, alla luce del Dpcm approvato dal Governo il 22 marzo.

Le aziende del territorio stanno vivendo un momento di confusione assoluta, aggiunge nella nota, dovuta al susseguirsi frenetico di provvedimenti normativi che mutano in continuazione il quadro di riferimento. Il fermo produttivo, decretato dal Governo, avrà delle inevitabili ripercussioni, soprattutto in termini di liquidità, con il rischio che molte delle attività produttive, specie di minore dimensione, costrette a bloccare i cicli di lavorazione, non riapriranno più i battenti.

Il 70 per cento delle aziende ha registrato, già nei giorni scorsi, forti rallentamenti del comparto produttivo. Colpito al 100 per cento il settore del turismo, completamente fermo. Siamo di fronte ad uno scenario inedito e, fino a qualche giorno fa, assolutamente inimmaginabile, che potrebbe portarci ad una perdita economica, in termini di fatturato, di 2 miliardi di euro, considerando il fermo dei grandi gruppi industriali e di tutto l’apparato della piccola e medie industria e dell’indotto. Occorre subito, incalza De Bartolomeis, un piano di politica industriale in grado di imprimere un’accelerazione ai percorsi virtuosi di crescita legati a infrastrutture, Industria 4.0 e internazionalizzazione delle imprese, che devono poter restare, seppure in questa fase critica, agganciate al mercato mondiale. Confindustria sottolinea, inoltre, la necessità di un’iniezione poderosa di liquidità, soprattutto per tamponare i vuoti di mancato reddito da parte delle imprese. Sarà determinante ragionare con gli istituti di credito per prevedere misure di sostegno aggiuntive ed evitare che la situazione collassi, con conseguenze irreversibili per le aziende aquilane. 23 marzo 2020