09 Ago

Maggioranze in crisi: la Lega è pronta

Lunedì mattina alle ore 10 ho convocato all’Aquila una riunione con gli assessori, i consiglieri della maggioranza e i dirigenti dei partiti che formano la coalizione, per dare avvio alla verifica sull’attuazione del programma richiesto a gran voce dalla Lega. L’Abruzzo non può restare fermo un solo minuto. La riunione sarà l’occasione per dar modo al Presidente e a tutta la Giunta di relazionare sullo stato di attuazione del programma e di capire insieme se e quali argomenti siano stati trascurati o diversamente interpretati nell’azione di governo. La Giunta, già convocata nella stessa mattinata, è stata posticipata al pomeriggio, al termine della riunione.

Luigi D’Eramo

Il presidente Marsilio risponde così, alla verifica urgente chiesta dalla Lega e dall’onorevole Luigi D’Eramo, che probabilmente anticipava il precipitare degli equilibri a Roma per cui il leader Matteo Salvini è pronto ad andare al voto anticipato, con la collega di FdI, Giorgia Meloni.
E non è detto che ci sia anche Berlusconi.
Una crisi regionale dai mille risvolti nata dalle ultime nomine, ancora da ratificare, dei manager Asl di Chieti e L’Aquila, per cui la Lega non ha gradito le scelte fatte non avendo avuto voce in capitolo, e di certo dalle questioni urbanistiche al Comune dell’Aquila su cui non vanno più bene i mille ostacoli posti.
Ed anzi c’è stato un altolà verso alcuni cespugli giovani della maggioranza ai quali è stato detto di tornare nei ranghi. E di certo torneranno: e chi rischierebbe una tornata elettorale con una manciata di voti presi nel 2017?

Pierluigi Biondi

Tuttavia la questione potrebbe ugualmente precipitare a Roma, con elezioni anticipate, a meno di non riuscire a quadrare un altro esecutivo che dovrà avere la fiducia delle Camere e comunque in caso contrario cadrebbe anche il Comune. Si ricomincerebbe a correre per le amministrative e probabilmente per un nuovo sindaco. Una crisi giocata sugli equilibri, sulle scelte e sui segnali che la Lega non potrebbe non dare, considerato l’ampio consenso che continua a mietere tra l’elettorato.
Di certo lunedì ne capiremo di più.

Stefano Palumbo e Paolo Romano

Intanto la battaglia si gioca anche tra le pieghe dei debiti dell’Ama spa, l’azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico con le ormai evidenti frizioni tra l’assessore Carla Mannetti, FdI, e l’amministratore unico Giammarco Berardi, in quota Lega, su cui il capogruppo De Santis è tornato a spingere ieri, basta silenzi e scaricabarile l’Ama non va salvata, ha scritto in una nota, ma risanata ed il piano di risanamento di Berardi, per il capogruppo, non sarebbe mai stato preso in considerazione. Conti in rosso della società evidenziati una volta di più anche dai capigruppo, Pd ed Il Passo Possibile, Palumbo e Romano. All’assemblea di ieri abbiamo deciso di partecipare come uditori, riferiscono in una nota, non essendoci stata concessa altra possibilità di confronto, nonostante avessimo fatto, più di un mese fa, formale richiesta di convocazione di una commissione dedicata all’argomento, richiesta reiterata e rimasta sempre inascoltata.

Carla Mannetti

Nell’assemblea ordinaria si è di fatto chiarito che l’addendum al contratto di servizio è sufficiente a coprire solo una parte delle perdite che l’azienda già sa di accumulare nel corso dell’esercizio 2019, vale a dire 120mila euro al mese, senza che ci sia, ad agosto, ovvero ad oltre la metà dell’esercizio finanziario, un indirizzo da parte dell’amministrazione sul come coprire la restante parte.
Non è stato possibile affrontare, poiché la successiva assemblea straordinaria è andata deserta, il vero nodo cruciale dell’azienda, quello del capitale sociale, praticamente eroso e, stando agli atti finora prodotti, senza strumenti o indicazioni da parte dell’amministrazione per ricostituirlo. La soluzione non è da inventare, ma solo da applicare e la fornisce la norma: applicazione dell’art. 14 della cosiddetta Legge Madia d.lgs 175/2016, ricapitalizzazione attraverso un apposito piano di risanamento. Soluzione che dai banchi dell’opposizione proviamo a far capire, invano, dallo scorso anno, mentre all’orizzonte si dipingevano scenari sempre più foschi per i lavoratori dell’azienda municipalizzata, concludono i capigruppo.