11 Gen

Cultura, Biondi: “Apriamo ai creativi”

Una chiacchierata con il sindaco Pierluigi Biondi sul futuro della cultura. Il Programma Restart per la ripresa post sisma, che gestisce direttamente il Comune dell’Aquila con una quota parte del 4% dei fondi per la ricostruzione, e lo sguardo oltre il 2020, quando il sostegno finirà. Enti storici foraggiati dal Fus, Fondo unico per lo spettacolo ministeriale, che non sono soggetti ad alcun criterio selettivo, per loro un milione e 300mila euro l’anno dal 2016 fino al 2020, buona parte delle altre risorse per eventi propri dell’amministrazione ed il resto a bando.
Sono infatti pronti gli Avvisi per il 2018, i progetti dovranno essere presentati entro il 28 febbraio, anche per il resto del cratere.
Restano 2milioni e mezzo di euro per il 2019 e 2milioni e 100mila euro per il 2020.


Dopodiché finirà il quadriennio di sostegno,  cosa accadrà sindaco?
Dalle istituzioni storiche voglio progetti ed attività oltre l’ordinario, devono garantire e progettare cultura come sta facendo il Teatro Stabile d’Abruzzo ad esempio. E’ impensabile che l’Istituzione Sinfonica Abruzzese abbia 40 stipendi per gli orchestrali, sono enti mastodontici e non più sostenibili. La Regione non eroga più fondi per cui o questi enti si federano e cercano di contenere i costi, oppure il futuro sarà davvero incerto. Non possono pensare di avere interventi straordinari oltre il Fondo unico ministeriale per lo spettacolo. 

Nel 2020, dopo quattro anni di sostegno il 4% finirà…
Abbiamo avuto l’intera percentuale spettante dalle risorse per la ricostruzione, pari a 219milioni e 600mila euro circa, dovremo far in modo che il Restart diventi una misura incrementabile, apriremo una trattativa con il Governo ma gli enti storici devono ripensare il loro ruolo nella gestione e guardarsi intorno, oltre a presentare all’amministrazione, dopo il 2020, prospettive pluriennali di sostentamento ed attività finanziabili anche con risorse di privati. 

A breve andranno a bando i fondi Restart 2018 per chi ha progetti ed idee.
Sulle scelte culturali abbiamo problemi perché non c’è novità. Con Simone Cristicchi abbiamo avuto un cambio di passo, una cesura, un sasso gettato nell’ordinario, vogliamo dare spazio alla creatività e portare L’Aquila nel panorama nazionale con appuntamenti identitari come il Festival dei Due Mondi di Spoleto, l’Umbria Jazz a Perugia, o il Giffoni Film Festival in provincia di Salerno. Bisogna creare una chiave rappresentativa importante anche per L’Aquila. 

Abbiamo i Cantieri dell’Immaginario…
La somma di iniziative culturali va bene, ma punto a caratterizzare la nostra città con un appuntamento che impegni e distingua L’Aquila tutto l’anno. Ai Cantieri dell’Immaginario abbiamo dato un nuovo indirizzo, univoco e con l’apporto fondamentale delle istituzioni Fus, ma voglio superare questi confini coinvolgere espressioni creative come Spazio Rimediato o giovani musicisti come Francois Ndayambaje per fare degli esempi, e ne potrei fare altri ancora, per questo con il nuovo bando per incubatori di creatività finanziamo idee nuove che investano sui centri storici, sulla rete anche con enti pubblici e su un’occupazione stabile. Le buone idee saranno sostenute verso l’impresa culturale con gambe proprie per camminare.

Quanto vorrebbe facessero anche le istituzioni storiche della città…
Scontiamo fortissime resistenze, gli enti sono abituati al padrinaggio politico, sono importanti ed hanno una storia da salvaguardare, ma non hanno scatto, non hanno energie vitali ed innovative.

La cultura ha fatto davvero la storia dell’Aquila.
La cultura negli anni ottanta, fine anni settanta, era un fenomeno diffuso e comunitario e non era delle gente impellicciata, la cultura si respirava, dentro le case c’erano libri, dischi, pianoforti e strumenti musicali ed era un rito collettivo, anch’io, che non avevo una famiglia ricca, ricordo concerti importanti, ho ascoltato tra gli altri Severino Gazzelloni, solo per citarne uno, ma la cultura è questo, è il nuovo, è stimolo, avventura, rischio e conoscenza. È coinvolgimento e deve elevare. Un noto intellettuale alla prima del Tsa ha detto di sentirsi finalmente a casa, ed è questa la città che mi piacerebbe recuperare.

Scontiamo anche la crisi economica ed un radicale cambiamento culturale.
Sicuramente è un’altra epoca, con gli smartphone si scarica musica e cultura, ed è diminuita molto la tendenza a vivere riti collettivi, anche gli stadi si svuotano ma può esserci un risveglio, una nuova fase nella quale voglio entrino giovani creativi senza padrini. Siamo aperti ad ogni proposta, vorrei nuove idee ed un nuovo modo di pensare la vecchia cultura che dovrà iniziare un percorso federativo, di condivisione e di nuovi slanci, senza i quali, rischia di rimanere non solo indietro, ma ai margini di una città che sta lavorando per recuperare spazi e qualità identitarie. 

Perdonanza ed eventi estivi, ci sarà ancora il direttore artistico Leonardo De Amicis?
Se fosse disponibile, sì. 

Il sindaco Biondi apre quindi alle proposte della città ed è pronto ad investire su talenti e creatività, speriamo riesca a vincere resistenze e padrinaggi.