05 Dic

Disabilità, il 4% senza la Regione?

Il Consiglio comunale riunito ieri, in occasione della Giornata mondiale delle persone con disabilità, ha votato all’unanimità un ordine del giorno, presentato dalla consigliera Ersilia Lancia, FdI, e sottoscritto da altri consiglieri, con il quale si impegnano il sindaco e la Giunta a promuovere misure concrete per implementare tirocini formativi e facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro di persone con disabilità, impiegando a tale scopo una quota parte dei fondi del quattro per cento destinati allo sviluppo.

In che modo se il Comune non ha alcuna competenza sul 4%, se non sull’asse culturale?
Contattando la Regione Abruzzo, che non è stata neanche invitata?
Oppure promuovendo con i parlamentari eletti (ma in Aula non c’erano), una nuova misura del 4% dialogando con la Struttura Tecnica di Missione nella prossima programmazione?

Alla seduta, aperta dal presidente Roberto Tinari, hanno preso parte Alessandro Sirolli, presidente dell’associazione 180 amici, Emanuela Di Giovambattista, dirigente medico della Rems, Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza di Barete, Liliana Ardis, segretaria provinciale Aism, Associazione italiana sclerosi multipla, Antonio Rotondi, presidente consiglio provinciale Unione italiana ciechi e ipovedenti L’Aquila, Massimo Prosperococco, coordinatore associazioni disabili, Francesco Mastropietro, presidente Ente nazionale sordi L’Aquila, Guido Grecchi, direttore regionale Special Olympics,  Dario Verzulli, presidente associazione Autismo Abruzzo onlus, Anna Romano, associazione Comunità XXIV Luglio, Anna Rita Felici Verna per Aptdh, Venanzio Cretarola, associazione Lavoriamo per L’Aquila, l’assessore comunale alle politiche sociali Francesco Cristiano Bignotti e la disability manager del Comune Chiara Santoro.

Mancava totalmente la Giunta, a parte qualche sporadica presenza all’inizio dei lavori e l’assenza giustificata del sindaco Biondi e Carla Mannetti, impegnati a Bruxelles per un progetto innovativo ed inclusivo, la città non è stata ben rappresentata dal governo civico.

Diciamo pure che le chiacchiere se le porta il vento e nulla di fattivo si farà da oggi per migliorare la vita di quanti hanno chiesto ieri, inclusione, autonomia e lavoro, su 4milioni e 360mila disabili in Italia, ha riferito Prosperococco, solo il 18% può lavorare, tra le mille difficoltà economiche e le ombre dei falsi invalidi che minano la serietà di chi combatte per i propri diritti.

Diritti all’inclusione anche per chi subisce Tso, Trattamenti sanitari obbligatori, per gli ex detenuti  e per l’assenza sempre più incisiva dei servizi sanitari territoriali anche per l’igiene mentale. Quindi una vera inclusione, perché l’integrazione non basta, con tirocini formativi e lavoro anche per gli esclusi dalle poche opportunità offerte, come gli autistici, che hanno diritto ad operatori specificatamente preparati. Si potrebbero introdurre specializzazioni particolari post universitarie, per Dario Verzulli, generando occupazione ed anche attrattività per le tante numerose famiglie nei nostri alloggi.

Davanti a tanta complessità, non si può votare un semplice odg, certi, di aver dato il meglio quando senza attori principali, Regione Abruzzo, Asl e Struttura di Missione, il 4%  resterà solo una percentuale e, dopo il 2020, senza politiche serie a Roma, non se ne parlerà proprio più.

Bisogna dire la verità, sempre che si abbia la più pallida idea di cosa stiamo parlando.