10 Gen

Elezioni, i centristi non fuorusciranno

Fabrizio Di Stefano fa un passo indietro, non si candida più a governare la Regione Abruzzo ma non converge sul sostegno a Marco Marsilio presidente. Questo progetto del centrodestra non mi ha convinto, ha spiegato in una nota stampa, non voglio però diventarne il movente, o meglio il capro espiatorio di un eventuale sconfitta, perché qualora questo dovesse accadere, non ne sarei di certo io la causa. La vera sfida sarà quella dell’11 febbraio, quando chi riuscirà vincitore dalla tornata elettorale, dovrà dimostrare di avere capacità, idee e passione per poterlo fare. Cose che personalmente non ho visto negli altri candidati, dei quali, non leggo ancora  una riga riguardante il programma. Ognuno potrà sentirsi libero di fare le valutazioni che riterrà opportune, candidandosi eventualmente dove meglio si sentirà di farlo. Il progetto Civiche per l’Abruzzo resta in piedi, lo trasformeremo in associazione che si affiancherà alla Fondazione Cantiere Abruzzo che presiedo.
E chi sa che l’ex senatore forzista non appoggi Legnini. Collega storico e concittadino che continua ad appellarsi a tutte le forze civiche, moderate, amministrative e progressiste della Regione, per cambiare insieme strategia di governo.
Marsilio dovrà dimostrare soprattutto di essere abruzzese, Legnini non ha questo ostacolo da sormontare, entrambi dovranno illustrare i loro programmi, mentre a poche ore dalla consegna delle liste, entro sabato mattina a mezzogiorno, i giochi delle alleanze sembrano ancora aperti.
E chi sa che Maurizio Acerbo non riesca a comporre il numero di firme utili a candidarsi alla presidenza della Regione Abruzzo con Marsilio, Legnini, ed il M5Stelle che corre da solo con la candidata presidente chietina Sara Marcozzi.
L’unico snodo certo è che il fronte centrista non romperà affatto con il centro destra.
Si ragiona sull’eventualità di tale ipotesi, in virtù del veto posto dalla Lega per cui nessun candidato fuoriuscito dalla Giunta D’Alfonso o dal centro sinistra e tantomeno parenti o affini, potranno essere candidati per Marco Marsilio presidente con il centro destra.
L’Udc ha fatto la storia del centro destra e sono convinto che resterà nella coalizione, assicura l’onorevole Luigi D’Eramo della Lega, non credo proprio che si ponga il problema e non mi è mai stata manifestata nei vari incontri un’ipotesi del genere. D’altra parte, tutti hanno la consapevolezza di non essere indispensabili, per il deputato leghista che comunque si dice certo che le paventate fratture sono solo frutto di chiacchiericci mediatici.
Puntando invece, senza compromessi, dritto alla coerenza. Sono mesi che diciamo che chi stava con D’Alfonso non può far parte della nostra famiglia e noi siamo coerenti con questa scelta. La Lega è il partito di maggioranza relativa ed ha il diritto ed il dovere di impostare una politica chiara, come compete ad un partito guida. Se ci fosse una deroga a questi principi saremmo come coloro che abbiamo criticato fino ad oggi, chi non è d’accordo, può trovare altre vie, conclude D’Eramo. E a questo punto chi sa chi avrà il coraggio di farlo, solo per ingaggiare candidati porta voti.