12 Feb

Il M5Stelle rivuole i soldi dall’Abruzzo

Venti punti percentuali in meno è un pessimo risultato per il Movimento 5 Stelle e per Sara Marcozzi, già candidata presidente alle regionali del 2014, era arrivata terza, cinque anni di opposizione in Consiglio eppure non ha portato a casa il risultato sperato.
Neanche un secondo posto. Neanche il vantaggio delle preferenze sul collega Pettinari.
Di Maio non commenta ancora e non commenta Di Battista, affiliati esagitati sui social ne stanno scrivendo di tutti i colori contro gli abruzzesi, dobbiamo restituire le turbine e le ambulanze donate con i tagli alle loro indennità, roba ripresa anche da L’Espresso e da Beppe Grillo che in serata, durante lo spettacolo, Insomnia. Ora dormo! a Bologna, ha detto Io accetto tutto, accetto che il popolo abruzzese abbia deciso e ha fatto benissimo.

Beppe Grillo

Chiedo solo una cosa ufficialmente, che ci diano indietro i 700mila euro che gli abbiamo dato l’anno scorso, quattro ambulanze e gli spazzaneve a turbina. Hanno fatto la loro scelta e dovrebbero dire che le cose che gli abbiamo dato noi “ve le ridiamo indietro” è giusto o no?, ironizzando poi sul fatto che dopo le regionali sta prendendo il maalox con la vasellina.
La Marcozzi e Vacca cercano di tamponare dicendo che è lo stesso medesimo risultato del 2014, quindi nessuna sconfitta, ma la verità fa male. 200mila voti in meno rispetto a qualche mese fa non è una sciocchezza, c’è qualcosa che non va e la base si ribella.
La scelta della Marcozzi praticamente imposta non è calata, militanti chiedono un congresso, segno che le dinamiche interne si avvicinano sempre più a quelle tipiche di un partito dove la democrazia diretta scompare, ed anzi, quell’odiata intermediazione della vecchia politica è oggi invocata per mediare le istanze della base che fatica a riconoscersi nel compromesso che l’ascesa ad un Governo, ed il patto con la Lega che ne è conseguito, comporta.
Di Maio è irrintracciabile, ha passato la notte elettorale a Milano, raccontano le cronache parlamentari di oggi, ed è probabile che alla luce dei risultati, con l’emigrazione dei consensi sia a destra che a sinistra, abbia cercato un confronto con Davide Casaleggio. Dovrà però parlare con Matteo Salvini e tenere a bada la base oltre a convincere la rappresentanza pentastellata alla Camera e al Senato che la Lega non risucchierà il 5Stelle. Anche la piattaforma Rousseau è in discussione, manca il dialogo e l’attenzione ai territori e torna l’ipotesi di chi vorrebbe ragionare per accordi con poche liste civiche, evoluzione impedita da Grillo, certo è che Luigi Di Maio dovrà metterci la faccia subito.  Anche perché lo aspettano le prossime regionali in Sardegna e Basilicata.
I fronti aperti crescono, a bocciare il 5Stelle in Abruzzo anche la posizione ondivaga sulle trivelle, con gli occupati negli idrocarburi che hanno contestato Di Maio nel chietino. Bisognerà cominciare a fare delle scelte nette e si comincia con la Tav, anzi il no Tav, rilanciato provocatoriamente dal 5Stelle proprio dall’Abruzzo, l’analisi costi benefici è stata consegnata a palazzo Chigi ci sarà dunque il primo vero confronto serrato, M5S è contrario, per Matteo Salvini, invece, serve agli italiani.