10 Gen

Pd, Fina: “Nessuno farà fuori l’altro”

L’intervista a Michele Fina, segretario regionale Pd da qualche mese, per inquadrare la riorganizzazione del partito, l’elezione dei nuovi gruppi dirigenti e le tornate elettorali alla porte, il ruolo dei giovani, la vecchia guardia e cosa accade all’Aquila, dove è marcatamente profonda, in questi mesi di crisi, l’assenza della voce forte ed autorevole della sede storica in via Paganica.

 

E’ un Pd dilaniato…
Si è rimesso in moto un lavoro e le comunità vogliono collaborare. A Chieti e Avezzano lavoriamo da un mese e mezzo uniti senza riempire le cronache con polemiche interne, proseguiamo l’interlocuzione informale con altri partiti della coalizione e la collaborazione con movimenti civici, consiglieri comunali e con le parti sociali.

E’ sufficiente?
Non basta ma entreremo nel vivo della fase elettorale, votiamo tra meno di sei mesi, finora è stato un lavoro di organizzazione interna. Il confronto con il Governo è continuo per essere presenti sul territorio, prendere impegni e portare le istanze a Roma. Più di 50 Comuni andranno al voto. Dopo il commissariamento eleggeremo un nuovo segretario a Sulmona, con oltre 150 nuove adesioni, ho raccolto un partito che aveva smesso di lavorare con passione e generosità, ma in giro ho ritrovato un terreno molto facile. Entro metà febbraio eleggeremo i segretari provinciali di Pescara e Teramo, con Giulianova chiuderemo a marzo un primo ciclo di riorganizzazione.

L’Aquila è un nodo spinoso.
Ho chiesto a Stefano Albano di darmi una mano nella segretaria regionale c’è stata una riunione informale il 3 gennaio con una parte del gruppo dirigente, allargheremo il confronto, c’è una bella sintonia, se fossimo in difficoltà mostreremmo la corda come la spaccatura che c’è in Regione e in Comune tra le forze di maggioranza. C’è invece coerenza e correttezza nelle nostre posizioni, siamo all’opposizione senza equivoci e balletti, abbiamo rimesso ordine.

Cosa accadrà ora.
Ho raccolto le dimissioni di Albano, sentirò tutti gli iscritti e nell’arco di due settimane al massimo convocheremo l’assemblea per eleggere il segretario ed il nuovo gruppo dirigente che dovrà recuperare chi si è allontanato, coinvolgere ed aprire alle nuove energie, tra sardine e Friday for future, che aspettano di interloquire. Anche all’Aquila avremo molte adesioni, ne sono certo. C’è molta gente arrabbiata ma è una rabbia motivata molti hanno voglia di impegnarsi nel partito.

‘Costitutente L’Aquila’ è una scatola vuota?
No, ma non è sufficiente come il classico centro sinistra coinvolgere persone nuove, bisogna aprire all’associazionismo e all’università, nessun partito deve sentirsi autoreferenziale, bisogna lavorare con i giovani e i sindacati, non basta, non c’è l’autoreferenzialità fagocitante del Pd con la sua vocazione maggioritaria, è un primo passo ma non è esaustivo. I progetti precedenti sono stati sempre ad iniziativa Pd, bisogna costruire un campo nel quale ci sia spazio per tutti.

Anche per Il Passo Possibile di Di Benedetto?
Non penso ci siano rotture insanabili, facciamo opposizione insieme in Regione, abbiamo eletto insieme rappresentanti in Provincia. Sono due modi diversi di fare opposizione. Mi riconosco in un’opposizione che non fa sconti, in questo momento è la maggioranza che deve garantire il numero legale altrimenti si torna al voto, se il Passo Possibile ha deciso di fare diversamente, va bene, ma in questa fase bisognerebbe essere netti e su questo il Pd è graniticamente unito, ma non registro accenti demolitori contro Di Benedetto siamo aperti al dialogo.

La voce del Pd non c’è stata.
Serve un maggior gioco di squadra e finirla con le frustrazioni, il nuovo gruppo dirigente dovrà collegare il lavoro di tutti anche all’interno del Comune. Non è utile un segretario che faccia comunicati stampa ma che sia di raccordo con il territorio e con Roma, io farò la mia parte. Dobbiamo essere punto di riferimento costante, la sede dovrà essere un punto di riferimento quotidiano, non solo di sponda al lavoro dei consiglieri, ma anche di servizio, di ascolto, di dialogo e di elaborazione. E’ un lavoro faticoso ma quando farò la mia proposta lo chiederò a tutti.

C’è una vecchia guardia granitica.
La destra ha tanti limiti ma offre spazi ai giovani, ci sarà spazio per tutti ma tutti coloro che hanno svolto una funzione negli anni, hanno il dovere di dare una mano ed io con la mia delicatezza fucense (sorride) lo sottolineerò. Bisogna mettere a disposizione le proprie esperienze non si può essere uguali a se stessi per anni, non esiste né una vecchia guardia con i nuovi delfini a garantirla, né giovani rottamatori.

Dove sono finiti i giovani democratici?
Dobbiamo tornare ad esserci ma anche tornare ad una scuola di formazione politica per imparare ad amministrare e a capire la differenza tra una delibera ed una determina. Serve l’impegno di tutti, no ai protagonismi facendo fuori gli altri, è una strada già sperimentata, credo al rinnovamento ma nessuno è autorizzato a cacciare gli altri. Il segretario che arriverà dovrà essere chiaro e severo ma inclusivo anche dove permangono le tossine delle nostre sconfitte nessuno può sentirsi escluso altrimenti la colpa sarà sua.

Deve avere leadership e seguito sul territorio.
Non esiste una persona che risolve tutte le cose, eleggeremo un gruppo dirigente, non un capo con una benedizione dall’alto. Una squadra composta da chi rappresenta il Pd nelle istituzioni, abbandonando l’autoreferenzialità e lo spirito competitivo che ci ha impedito di cooperare. Le primarie azzoppano la competizione vera, in una squadra tutti svolgono una funzione e nessuno deve sentire il bisogno di intervenire su qualunque cosa, ma qualcuno lo farà per il Pd. Basta mettere insieme le tante energie e passare la palla quando arriva il momento, non servono fenomeni, serve un segretario ed un gruppo dirigente, i fenomeni sono sempre stati dannosi.