13 Feb

Giunta Biondi, si cambia la rotta

Il Sindaco si è rafforzato, potrebbe ora fare quello che avrebbe voluto fare il giorno dopo l’elezione ma non ha potuto, per i veti e le imposizioni dei partiti nella squadra di governo civico.
Oggi però l’aria è cambiata, Fratelli d’Italia, il partito di Biondi, è il secondo partito al Comune dell’Aquila (14.57%) dopo la Lega (24.06%), ed è il più forte in Regione, ha guadagnato infatti l’11.71%, mentre nelle altre province è sotto l’ordine della decina, 3.98% a Teramo, 5% a Chieti e 5.30% a Pescara, e la forza è tutta del primo cittadino.
All’Aquila capoluogo raddoppia i voti dalle elezioni politiche, anzi, più di un raddoppio, passando dal 6.22% al 14.57%, mentre i salviniani aggiungono giusto un terzo in più al consenso guadagnato alle scorse politiche, passando dal 17.31% al 24.06%.
E la forza è sempre del sindaco perché alla regionali del 2014, Fratelli d’Italia non aveva ottenuto il seggio, era al 2.90%, e la Lega non c’era, c’era però la Meloni e tutta la dirigenza dal regionale in giù, segno che il successo è tutto locale e aquilano, la Lega straripa con Salvini ma Fratelli d’Italia in provincia dell’Aquila e nel capoluogo gli terrà testa ed è il segno dei tempi, perché la Lega toglie il podio al Pd, che alle comunali del 2017 stava al 17.17% ed oggi ha perso invece quattro punti, mentre FdI ha preso quasi cinque punti in più di Forza Italia, togliendogli il secondo posto. 

Biondi riprende così le mazze in mano e cercherà di arginare la Lega nel prossimo rimpasto con una Giunta, possibilmente all’altezza del compito sia amministrativo che istituzionale.

D’altra parte l’elettorato aquilano gli ha consolidato il consenso delle amministrative, quando prese il 53.52% al ballottaggio, Marsilio ha raggiunto all’Aquila il 51.18%, dunque potrebbe procedere.  

Sabrina Di Cosimo, che aveva la cultura, è stata sfiduciata oggi per ripetuti atteggiamenti fuori luogo, seguirà la verifica vera e propria promessa dopo le regionali.

Restano di certo Carla Mannetti, perno della squadra civica ed Alessandro Piccinini, entrambi FdI, ed entrerebbe in Giunta Ersilia Lancia, lasciando il posto in Consiglio a Margherita Paoletti, prima dei non eletti nel 2017, a leggere lo schema del Sed spa.

Ci sarebbe un posto per Vito Colonna di Insieme per L’Aquila, il gruppo dei fuorusciti da Forza Italia con Guido Liris e Sabrina Di Cosimo, del movimento di Raffaele Fitto con la Meloni, ed il posto da vice sindaco di Liris potrebbe essere preso da Raffaele Daniele, Udc, ma è solo un’ipotesi, mentre la Di Cosimo non rientrerebbe comunque in Consiglio al posto di Colonna, perché si era dimessa, lasciando il posto alla collega Chiara Mancinelli, in quota Forza Italia. D’altra parte se facessero un bel gruppone unico con FdI, prenderebbero il timone della maggioranza anche in Aula. 

Staffetta tra Rocci e Bignotti, quest’ultimo oggi in Giunta per L’Aquila Futura tornerebbe in Consiglio come primo dei non eletti, Roberto Santangelo andrà in Regione e sarà sostituito da Alice Di Prospero, mentre Roberto Tinari, attualmente presidente del Consiglio in quota Forza Italia, potrebbe perdere il ruolo, ma non è cosí facile, e nel caso potrebbe avere la presidenza di una partecipata, essendo il suo gruppo costituito ad oggi solo da Maria Luisa Ianni.

Forza Italia, quindi, difficilmente potrebbe avere altre espressioni di governo civico.

C’è poi la Lega, per cui Luigi D’Eramo sarebbe sostituito da Daniele Ferella, ed Emanuele Imprudente da Tiziana Del Beato, con l’ingresso in Consiglio di Laura Cucchiarella, prima dei non eletti.

Entrerebbe Sergio Ianni al posto di Americo Di Benedetto, se decidesse di lasciare lo scranno in Comune, ma Ianni sarà in quota maggioranza e chi sa come si posizionerebbe, comunque Il Passo possibile perderebbe un pezzo. Infine Monica Petrella, potrebbe cedere l’incarico, per altri impegni reiterati, che andrebbe a compensare eventuali equilibri con la Lega.

C’è molto da lavorare e Biondi lo sa, lo ha sempre saputo, ha aperto il partito ai fuorusciti di Forza Italia come Liris, che temeva Iampieri, e che grazie a FdI ma anche all’appoggio dell’Udc ha guadagnato uno scranno, il primo cittadino è riuscito nel suo intento, oggi è più forte e al di là delle indiscrezioni e delle pressioni degli alleati sul rimpasto, sentirà ancor di più la responsabilità delle scelte che farà che potrebbero essere in parte tecniche.