09 Ott

La rettifica di Gran Sasso Anno Zero

L’associazione Gran Sasso Anno Zero, GSAZ, chiede di rettificare alcune dichiarazioni riportate nell’articolo Gran Sasso Anno Zero non ci ha pagato, che pubblichiamo di seguito.

Non è possibile affermare che GSAZ non abbia pagato qualcuno, perché GSAZ non ha mai avuto la possibilità e la responsabilità di farlo. I fondi, e di conseguenza i pagamenti, per l’organizzazione del Festival della Montagna nelle edizioni 2014, 2015, 2016 e Winter Session 2018 sono sempre stati gestiti dal Comitato promotore dell’evento, presieduto dal Sindaco dell’Aquila. Chi vanta crediti, dunque, li vanta nei confronti del Comitato (quindi del Comune) e non di GSAZ.

Nel 2016, a causa di un errore di procedura all’interno del Comune (e non di GSAZ), si venne a creare un disavanzo di circa 25mila euro rispetto al bilancio preventivo del Festival della Montagna. In sostanza, dopo aver organizzato l’evento, scoprimmo che mancavano dei soldi per coprire le spese e pagare i fornitori. Come GSAZ, denunciammo più volte il problema pubblicamente. In conclusione, tutti i fornitori (GSAZ incluso) furono tenuti a rinunciare al 30% dei loro compensi e a firmare un atto di quietanza. L’associazione El Cap, che ora ci accusa di non averli pagati, ha firmato l’atto di quietanza, che alleghiamo.

Nel 2017 il Festival non è stato organizzato proprio per i problemi nei pagamenti del 2016, come affermammo pubblicamente. Non volevamo un Festival della montagna “indebitato”, e per questo ci siamo fermati un anno, in attesa dei pagamenti. Ci sembra peraltro un comportamento inedito in una città dove tante volte è stata malsana consuetudine organizzare eventi pubblici a debito.

La rendicontazione dell’evento Winter Session 2018 è ancora in corso a causa dei ritardi nell’erogazione dei fondi RESTART 2018, quindi di nuovo per procedure amministrative su cui GSAZ non ha alcun controllo né responsabilità. GSAZ, come altri fornitori, non è ancora stato pagato per intero.

Nell’articolo si parla di ricatti per boicottare la Festa della Montagna da parte di GSAZ. Questa è una calunnia inaccettabile. Non abbiamo mai ricattato nessuno né invitato a boicottare nulla. Abbiamo semplicemente chiarito di non essere coinvolti nell’evento “Festa della Montagna”, che è una semplice constatazione dei fatti. 

Da parte nostra c’è sempre stata trasparenza totale. Noi non abbiamo nulla da nascondere rispetto al nostro operato e non a caso, ormai da anni, i bilanci del Festival sono pubblici e visibili sul sito festivaldellamontagnalaquila.it e sull’albo pretorio del Comune dell’Aquila.