03 Dic

Il nuovo Mibact di Dario Franceschini

Un nuovo Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, così come pensato da Dario Franceschini dopo la riforma Bonisoli.

Ci sarà una direzione creatività contemporanea che si occuperà di arte, fotografia, architettura contemporanea, industrie culturali e creative.

La grande sfida di una ‘digital library’, un istituto per la digitalizzazione del patrimonio, che cercherà di mettere in rete e digitalizzare un patrimonio archivistico unico composto da 101 archivi, dalle biblioteche e dagli archivi delle Soprintendenze. La digitalizzazione di questo patrimonio sarà un’operazione che non ha eguali al mondo, così il ministro nel corso della conferenza stampa.

Ci sono poi nuovi Musei autonomi in diverse Regioni, a cominciare da Palazzo Venezia a Roma, e c’è una maggior presenza di Soprintendenze.

Una nuova Direzione che si occuperà di Sicurezza del Patrimonio culturale, in particolare delle emergenze e ricostruzione, perché quando una calamità naturale colpisce il nostro Paese inevitabilmente colpisce anche un enorme patrimonio culturale. Avrà due servizi: uno si occuperà di emergenza e ricostruzione dopo le calamità naturali, l’altro di sicurezza del patrimonio. La Dg quindi assicura, riporta AgCult, nel rispetto degli indirizzi e delle direttive del Segretario generale, l’ideazione, la programmazione, il coordinamento, l’attuazione e il monitoraggio di tutte le iniziative in materia di prevenzione dei rischi e sicurezza del patrimonio culturale e di coordinamento degli interventi conseguenti ad emergenze nazionali ed internazionali, anche in collaborazione con le altre amministrazioni competenti.

Ritorna al Collegio Romano la Direzione generale per il Turismo. Avrà tre servizi: il primo si occuperà dei rapporti con le Regioni, il secondo si occuperà dell’attuazione del Piano strategico del Turismo, il terzo della promozione del sistema Paese.

La Direzione generale Creatività contemporanea, avrà 5 servizi: arte contemporanea, architettura contemporanea, periferie e rigenerazione urbana, imprese culturali e creative, fotografia.

L’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale, denominato Digital Library, cura il coordinamento e promuove programmi di digitalizzazione del patrimonio culturale di competenza del Ministero. A tal fine elabora il Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale e ne cura l’attuazione ed esprime parere obbligatorio e vincolante su ogni iniziativa del Ministero in materia.

Tornano l’autonomia per la Galleria dell’Accademia di Firenze, il Parco archeologico dell’Appia Antica e il Museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Nasceranno poi altri istituti autonomi di seconda fascia: il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, il Museo nazionale d’Abruzzo, il Museo nazionale di Matera, il Palazzo Reale di Napoli, il Parco archeologico di Sibari e la Pinacoteca nazionale di Bologna.

I Poli museali vengono sostituiti dalle Direzioni regionali Musei, uffici di livello dirigenziale non generale, articolazioni periferiche della Direzione generale Musei, con una funzione di coordinamento tra i musei e non di gestione. Si eliminano quindi gli accorpamenti previsti dalla Riforma Bonisoli.

Nascono sette nuove Soprintendenze, una specialistica. Arrivano quindi le soprintendenze Pavia/Monza/Brianza, la Liguria viene divisa in due Soprintendenze come per le Marche e per il Lazio, esclusa Roma che resta Speciale. Nasce la Soprintendenza di Cosenza. Arriva anche la Soprintendenza specialistica sul patrimonio subacqueo.

Vengono ripristinate anche le Commissioni regionali per il patrimonio culturale. Gli Uffici esportazioni avranno sede nelle Soprintendenze, in particolare in quelle situate nei capoluoghi di Regione.

Ripristinate le Soprintendenze archivistiche e bibliografiche in tutte le Regioni.

Tornano autonomi gli Archivi di Stato e l’Archivio centrale dello Stato di Roma sarà guidato da un dirigente di prima fascia.

Torna il servizio della Demoetnoantropologia nelle singole Soprintendenze.

Arriva anche l’Istituto centrale per il patrimonio immateriale.

Viene data Autonomia speciale a tutti gli istituti del Mibact, alcuni l’avevano altri no. Per questo, l’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, torna a chiamarsi Istituto centrale del Restauro.

Nasce una nuova biblioteca con dirigente (ce ne sono altre sei): la Biblioteca nazionale dei Girolamini a Napoli.

Alla Direzione generale Educazione e Ricerca vengono trasferiti tutti gli istituti culturali esterni. All’interno della Dg, nasce l’ufficio Unesco.