12 Dic

La Perdonanza è Patrimonio Unesco

The Celestinian Forgiveness è stata ufficialmente iscritta nella lista rappresentativa del Patrimonio Culturale immateriale dell’Unesco.

Nel corso dell’incontro annuale del Comitato intergovernativo che si sta svolgendo a Bogotà, Colombia, in questi giorni, sono state esaminate le richieste presentate dagli Stati che hanno sottoscritto la convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale intangibile.

Il Comitato intergovernativo ha espresso parere favorevole nella seduta odierna in corso a Bogotà.

Pierluigi Biondi

La candidatura sostenuta dal Comune dell’Aquila, dal Comitato Perdonanza Celestiniana, in collaborazione con i gruppi e le associazioni di praticanti locali, è stata presentata dall’Italia con il coordinamento tecnico scientifico dell’Ufficio Unesco del Mibact.

La celebrazione della Perdonanza Celestiniana costituisce un simbolo di riconciliazione, coesione sociale e integrazione. Riflette l’atto di perdono tra le comunità locali e ne promuove i valori di condivisione, ospitalità e fraternità. Inoltre, rafforza la comunicazione e le relazioni tra le generazioni creando un intenso coinvolgimento emotivo e culturale. Come elemento in grado di coinvolgere una vasta comunità di persone, indipendentemente da genere, età e origine, l’iscrizione della celebrazione del Perdono celestiniano contribuisce a garantirne e a moltiplicarne la visibilità.

Il Cammino del Perdono, il Corteo storico della Bolla e l’attraversamento della Porta Santa della Basilica di Collemaggio, rappresentano tre momenti significativi della Festa della Perdonanza Celestiniana: simboleggiano i valori della solidarietà per tutti coloro che partecipano e trasmettono l’elemento, sono testimonianza dell’importanza del patrimonio culturale immateriale per la società civile, in particolare per le nuove generazioni. Sono esempio di resistenza della comunità, anche di fronte a emergenze naturali, e dell’importanza che esso rappresenta come strumento chiave per la costruzione di società inclusive e per lo sviluppo sostenibile dei territori.

Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il Comitato Perdonanza Celestiniana, la cittadinanza dell’Aquila e delle comunità dell’Abruzzo in Italia che si associano al messaggio Celestiniano, sono grate all’Unesco per lo straordinario riconoscimento.

La comunità aquilana, custode dal 1294 di questo rito solenne annuale di riconciliazione, che promuove i valori di condivisione, ospitalità e fraternità, ha attraversato i secoli seguendo una tradizione di pace di generazione in generazione.

Oggi, grazie all’Unesco, commenta il sindaco del capoluogo abruzzese, Pierluigi Biondi, lo spirito di riconciliazione e la rinascita tanto attesa dopo la distruzione del 2009, si fondono e sostengono, attraverso la Festa del Perdono, in una rinnovata dimensione di città di pace, aperta e solidale, pronta ad accogliere tutte le comunità che nella conservazione e salvaguardia dei loro patrimoni culturali immateriali vorranno con noi partecipare al bene dell’Umanità.

Ringrazio Elena Sinibaldi, contact point Unesco in seno al Mibact per averci preso per mano e guidato, Massimo Alesii per lo spirito di servizio e la costante collaborazione.

Abbiamo speso mille energie per la costruzione del dossier e per ottenere un risultato che non è solo dell’Aquila, ma appartiene al mondo interno.

 

Pezzopane: “Sono felice di averci creduto”

Una notizia tanto attesa e tanto sofferta. Una bellissima conclusione di un lungo e complicato iter, per la parlamentare dem Stefania Pezzopane.

Stefania Pezzopane

Ora la Perdonanza esce definitivamente dalle mura della città per essere riconosciuta patrimonio mondiale dell’Unesco, aggiunge. In molti ci hanno messo testa e cuore e qualcuno, che pure ha dato tanto, non potrà godere di questa soddisfazione.

Ma la gioia  è immensa e tante sono le opportunità che ne deriveranno.
Abbiamo un tesoro inestimabile, l’eredità di Celestino, il suo messaggio di pace e solidarietà, il credo nel perdono e nella riconciliazione. Ringrazio tutti quelli che ci hanno messo testa e cuore e sono felice di averci sempre creduto contro ogni disfattismo, conclude.