22 Mag

La protesta, i 10milioni subito all’Aquila

10milioni provenienti dal Restart, disponibili e finalizzati al sostegno delle attività produttive aquilane, sono drammaticamente fermi nelle casse della Regione Abruzzo.
Così  i consiglieri comunali Stefano Palumbo, Stefano Albano, Paolo Romano, Giustino Masciocco, Carla Cimoroni, Edlira Banushaj, che questa mattina hanno protestato fuori l’Emiciclo, sede del Consiglio regionale.

Una boccata d’ossigeno che si nega colpevolmente alla ripresa del commercio, piegato prima dal terremoto e poi dal Covid, aggiungono.

Con delibera Cipe 25 del 2018 venivano assegnati 10milioni di euro per l’accesso al credito alle imprese e ai professionisti del cratere; a seguito di questo, dopo quasi due anni, la Giunta Marsilio con delibera 166 del 24 marzo 2020, vale a dire in piena pandemia, ha deciso di spacchettare la somma assegnata al cratere destinandone un 50% attraverso i Confidi e rimettendo l’altro 50% nella disponibilità del territorio, senza tuttavia specificare lo strumento con il quale utilizzarle.

Il Consiglio regionale è oggi riunito in seduta per vagliare le misure più adeguate a fronteggiare le ripercussioni economiche derivate dal Covid19, rilevano ancora nella nota stampa, questo significa mettere a disposizione dell’intero territorio abruzzese ogni centesimo disponibile. L’Aquila che ha invece in dotazione risorse che fin da subito potrebbero fornire un aiuto prezioso ai commercianti, non può utilizzarle. Oltre questi 10 milioni ci sarebbe infatti da riprogrammare ulteriori 50 milioni già assegnati alla Regione a valere dei fondi del 4% legati al sisma del 2009.

Noi di questo chiediamo oggi formalmente conto al presidente Sospiri e al presidente Marsilio, concludono, consapevoli che il sindaco della città non è in grado di portare avanti con determinazione e risolutezza le ragioni degli aquilani.