17 Ott

Laboratori e sicurezza, ancora ritardi

La Regione Abruzzo ha scritto nuovamente all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare per la rimozione delle 2.300 tonnellate di sostanze pericolose, 1.292 tonnellate di trimetilbenzene dell’esperimento Borexino e 1.000 tonnellate di acqua ragia dell’esperimento LVD,  stoccate nei Laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso, nonostante l’art.94 del Testo Unico dell’Ambiente d.lgs.152/2006, vieti da anni la presenza di materiale pericoloso nei pressi delle aree di captazione dell’acqua potabile e ne imponga la rimozione qualora vi siano materiali già stoccati, informano in una nota gli attivisti del Forum H2O.

La Regione Abruzzo aveva scritto una prima volta lo scorso maggio, sollecitando l’Infn a predisporre tutta la documentazione necessaria per poter rimuovere le sostanze entro il termine stabilito.
L’Istituto aveva risposto che aveva avviato alcune procedure ma aveva di fatto accusato la Regione di ostacolare l’attività scientifica.

L’ultima nota della Regione, a firma del direttore Pescara e della dirigente Di Giuseppe, è del 16 settembre scorso e viene dopo l’ennesima richiesta di accesso agli atti alla Regione depositata il 12 settembre dagli attivisti della Mobilitazione per l’Acqua del Gran Sasso.

I dirigenti regionali chiedono all’Infn lo stato degli adempimenti progettuali e procedurali, piuttosto complessi, ad esempio, la Valutazione di Incidenza Ambientale, per i quali sono sicuramente necessari mesi, per rimuovere le sostanze entro il 31 dicembre 2020, data fissata dalla Regione con deliberazione della Giunta Regionale 33/2019 del 25 gennaio 2019, atto a cui si era peraltro pervenuti, dopo un tavolo tecnico con tutti i soggetti interessati, Infn compreso, prosegue Forum H2O.

L’Istituto, nel  novembre del 2018 aveva assegnato un appalto per la progettazione del decommissioning dei due esperimenti ma, come rilevato dai funzionari regionali, finora non sono pervenuti documenti progettuali, ad esempio, quelli per la Valutazione di Incidenza delle attività di rimozione, che sicuramente non sono di second’ordine per quanto riguarda la sicurezza.

I dirigenti regionali ricordano all’Infn che avrebbe dovuto presentare la documentazione entro tre mesi dalla pubblicazione della delibera, cioè entro il 25 aprile 2019.

Pertanto, sul punto, concludono così, considerato che ad oggi non risulta depositata sullo sportello ambientale alcuna istanza di valutazione del progetto di che trattasi, torniamo a chiedere conto, con urgenza, dell’effettuazione di tale adempimento.

Evidentemente per l’Infn non deve esserci tutta quest’urgenza visto che ad oggi, 17 ottobre, a 9 mesi dalla delibera di Giunta e dopo due lettere di sollecito, non c’è alcun documento pubblicato sul sito delle procedure di Valutazione di Incidenza Ambientale regionale.

Tra l’altro movimenti ed associazioni hanno sempre contestato la possibilità per la Regione di assegnare una data per adempiere ad un obbligo di legge, visto che non è nella disponibilità dell’ente gestire in questo modo un divieto espresso in una norma nazionale che dispone la rimozione immediata di tali materiali, mentre all’Infn sono stati concessi due anni.

C’è poi un’ulteriore lettera del 27 giugno 2019 della Regione Abruzzo, sul progetto LUNA MV, a firma del dirigente Longhi del servizio Valutazione di Impatto Ambientale, in cui l’ente fa notare all’Infn che il Comitato VIA, a marzo 2019, si era espresso sul progetto di ricerca Luna MV richiamando la necessità per l’Infn di attivare la procedura di verifica di assoggettabilità a VIA.

La Regione ne ha approfittato per far notare che se l’Infn non presenterà adeguata documentazione, come previsto dalla legge, non potrà certo lamentarsi per eventuali ritardi nella programmazione scientifica, e ad oggi, a più di tre mesi dall’espressione del parere del CCR VIA, scrive il dirigente Longhi, non risulta attivata dall’Istituto nazionale di fisica nucleare alcuna procedura di verifica di assoggettabilità a VIA per l’esperimento LUNA MV, pertanto gli impatti sulla tempistica generale e sulla programmazione delle attività sperimentali dei laboratori, nonché sull’attrattività e competitività degli stessi, non sono attribuibili a questo servizio e al Comitato VIA. Eravamo a  giugno. Siamo ad ottobre e nulla di nuovo è stato pubblicato sul sito del Comitato VIA.

A settembre 2019, lo stesso procuratore capo di Teramo Guerriero aveva riproposto con forza il tema della rimozione di queste sostanze.

Intanto a  margine dell’incontro in Conferenza delle Regioni il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha chiesto al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, che intenzioni avesse il Governo e il suo ministero sulla nomina del commissario per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso.

Il ministro ha risposto dicendo di aver confermato al presidente Conte la designazione di Gisonni già fatta a luglio dal suo predecessore Toninelli.