13 Apr

L’Aquila è il bancomat del Governo

L’Aquila è diventata ormai il bancomat del Governo, così il capogruppo Pd Stefano Palumbo.
Il dirottamento di 65 milioni di euro, previsto nel decreto sbloccacantieri, dai fondi destinati alla ricostruzione dell’Aquila e strappati con le unghie e con i denti al Governo Letta con il Decreto legge 43/2013, è infatti solo l’ultimo prelievo effettuato dal Governo gialloverde.

Stefano Albano e Stefano Palumbo

Segue infatti al prelievo di 18 milioni, precedentemente assegnati alla nostra città attraverso il bando delle periferie o a quello di altri 15 milioni previsti per la realizzazione di un centro di competenza sulla sperimentazione 5G, per non parlare del tentativo di utilizzare per la messa in sicurezza delle autostrade 200 milioni già assegnati alla Regione a valere sui fondi del Masterplan Abruzzo, tutti finanziamenti concessi dai Governi Renzi e Gentiloni.
Siamo passati così da quei Governi che, nonostante difficoltà di bilancio non meno pesanti di quelle di adesso, riuscivano comunque a trovare tutte le risorse necessarie a garantire continuità alla ricostruzione della nostra città ad un Governo che, dal giorno del suo insediamento, dall’Aquila ha solo preso, voti e soldi, senza dare nulla indietro. Siamo passati, d’altro canto, dalla precedente amministrazione comunale capace di garantire un tiraggio sulla ricostruzione di 1 miliardo di euro l’anno, all’attuale Giunta che non riesce ad andare oltre i 300 milioni, fondi non spesi che diventano preda del Governo centrale.
Una concomitanza di responsabilità, dunque, dal livello nazionale a quello locale, che sta rimettendo in discussione, uno dopo l’altro, i tanti risultati faticosamente acquisiti negli anni precedenti. E a nulla vale il fatto che nel governo della città ci sia lo stesso partito che è alla guida anche della Regione e del Paese, con i rappresentanti locali della Lega sempre allineati al supremo volere del Capitano, mai con una presa di posizione in difesa degli interessi della città.
Mi chiedo e vi chiedo, fino a che punto siamo disposti ad accettare questa condizione?, conclude.

  

Romano denuncia la stasi nelle ricostruzioni 

Biondi urla contro il Governo, ma chi non ha protetto gli stanziamenti assegnati all’Aquila con il decreto Legge 43/2013 è proprio lui, rimarca Paolo Romano, capogruppo de Il Passo Possibile. In quel testo normativo, infatti, erano previsti circa 200 milioni di euro annui fino al 2019 che il precedente sindaco si era conquistato con una forte battaglia politica culminata con la riconsegna della fascia da primo cittadino al Capo dello Stato.

Paolo Romano

Oggi il Governo decide che ben 65 milioni di euro di quel plafond siano dirottati su altri territori colpiti da calamità e la spiegazione dovrebbe fornircela Biondi stesso in qualità di ex assessore alla ricostruzione privata, la verità è che se il tiraggio finanziario della ricostruzione del capoluogo è in continua decrescita, si può procedere alla rimodulazione delle somme stanziate per L’Aquila su altri territori, nel caso di specie le province di Campobasso e Catania.
L’art. 7bis del Decreto 43 recita infatti, le risorse sono assegnate ai Comuni interessati previa presentazione del monitoraggio sullo stato di utilizzo delle risorse allo scopo finalizzato.
Forse il Sindaco pensava che il Governo avrebbe abboccato all’ultima conferenza stampa dai toni trionfalistici fatta in accordo con Usra, ma basti dare un’occhiata allo storico degli elenchi contributo per capire quanto la ricostruzione privata annaspi: il totale del 2016 è pari a circa 462,6milioni, quello del 2017 si attesta a circa 323milioni (di cui oltre 200milioni afferenti ancora alla giunta Cialente), mentre l’annualità 2018 solo a circa 303,7 milioni.
Il calo costante si evince ancor di più se paragoniamo i primi tre mesi del 2018 con i medesimi del 2019, vediamo infatti che si passa dai circa 95 milioni ai soli 68 milioni di quest’anno.
La preoccupazione è tanta e non risiede solo nella difficile situazione della ricostruzione privata, ma anche nella completa stasi dei progetti pubblici della città come il progetto unitario di Porta Barete, di viale della Croce Rossa, di Porta Leoni e la Sede Unica Comunale, che subiranno lo stesso criterio di rimodulazione, se non addirittura di cancellazione, conclude Romano, delle somme previste e stanziate nelle Cipe.

 

Pezzopane, ci impegneremo per rimediare

Mentre a parole il Governo non perde occasione per fare passerelle e sottolineare il suo impegno a favore dell’Aquila, nei fatti ha posto le condizioni per contraddirsi in modo vergognoso, nel Codice degli Appalti contiene due norme capaci di assestare un colpo mortale alla ricostruzione della città, rileva Stefania Pezzopane, della presidenza del gruppo Pd alla Camera.

Stefania Pezzopane

Nelle stesse ore in cui il presidente del Consiglio Conte, spiega in una nota, era all’Aquila per una passerella in occasione del decennale del terremoto, i suoi ministri mettevano nero su bianco la possibile fine del sogno di restituire alla città la normalità promessa dal premier.
Da un lato, sottraendo i 65 milioni già destinati al capoluogo abruzzese e ai Comuni del cratere, per dirottarli verso altre località terremotate, con uno squallido gioco delle tre carte finanziario mai visto nella storia della Repubblica. Dall’altro, non prorogando la sospensione della restituzione agevolata delle tasse, che salirá dal 40 al 100%. E questo significa costringere centinaia di imprese a compiere uno sforzo che rischia di ucciderle.
Il Governo ha voluto indorare la pillola con i 10 milioni di euro dovuti e tardivamente concessi, necessari a chiudere il bilancio previsionale ma, alla luce delle altre norme, questa mossa risulta un’intollerabile presa di giro. Noi ci impegneremo con tutte le nostre forze perché in fase emendativa il Governo rimedi a questa vergogna. Se decidesse di andare per la sua strada confermerebbe ancora una volta che per Lega e 5 Stelle L’Aquila ha un interesse puramente propagandistico. Il sindaco Biondi fa bene a denunciare questa ignobile azione, ma quando Crimi al convegno dell’Ance spese parole pesanti per giustificare questo furto, fui l’unica a ribellarmi. Anzi, notai e denunciai una grave e stravagante compiacenza. In quel convegno al Consiglio regionale il sottosegretario affermò che era assurdo tenere soldi per L’Aquila in programmazione quando lui aveva urgenza di prelevarli per altre emergenze.
Il tutto condito da sorrisoni e complimenti. Ora seppur tardivamente ci si accorge che stanno rubando presente e futuro agli aquilani, conclude.