10 Ago

Opposizioni, se è crisi ditelo in Aula

Lo diciamo nel modo più chiaro possibile, MO BASTA.

Commentano in una nota i consiglieri comunali d’opposizione Stefano Albano, Paolo Romano, Americo Di Benedetto, Elia Serpetti, Emanuela Iorio, Antonio Nardantonio, Giustino Masciocco, Elisabetta Vicini, Lelio De Santis ed Angelo Mancini.

Immobilismo, mancanza di visione e disastri amministrativi, denunciano, sono accuse che esponenti di maggioranza rivolgono ormai, quotidianamente e con toni sempre più accesi, alla propria amministrazione comunale ma che fanno eco alle denunce che da mesi vengono mosse dai banchi dell’opposizione, confermando quanto le stesse siano sempre state fondate e mai strumentali. 

Dopo due anni non ci sono più alibi dietro cui nascondere il rallentamento del processo di ricostruzione, lo stallo completo dei progetti strategici, dalla sede degli uffici comunali al rilancio del Gran Sasso, o l’assenza di una qualsivoglia pianificazione urbanistica; del Pums e del piano parcheggi, continuamente annunciati, non si vede ancora l’ombra, con l’azienda della mobilità aquilana a rischio fallimento; sull’edilizia scolastica non è stato fatto un solo passo in avanti, così come sulle opere pubbliche, con il Ponte belvedere e il Parco di piazza d’armi a fare da cartine al tornasole della palude in cui ristagnano ormai tutti i processi amministrativi; per non parlare dell’incuria e dell’abbandono in cui versano le frazioni o della situazione drammatica che vive lo sport in città, con impianti che vengono chiusi e società sportive che falliscono.

Le problematiche che vive la nostra città, sono tali e tante, da non poter essere subordinate agli interessi politici delle forze di maggioranza, né utilizzate in funzione dei continui appuntamenti elettorali; da due anni, invece, L’Aquila è diventata prima campo di battaglia per la spartizione di poltrone, poi trampolino di lancio per ambizioni politiche personali, quindi strumento di ricatto per le nomine regionali.

Senza aver realizzato nulla di quanto promesso appena due anni fa, già si è aperta la guerra per le candidature in parlamento e quella interna per decidere a quale partito spetterà esprimere il prossimo candidato sindaco.

Siamo dinanzi al più spregiudicato esercizio del potere esclusivamente per il potere.

Tutto questo non è più tollerabile, non lo meritano gli aquilani.

È giunto il momento per sindaco, assessori ed ex assessori e consiglieri di maggioranza di fare i conti ognuno con le proprie responsabilità.

Roberto Tinari

Gli aquilani hanno dato loro fiducia per amministrare non una città qualsiasi, bensì il capoluogo di regione, un onore di cui chiunque dovrebbe andare fiero; se invece, come si evince dalle affermazioni di alcuni esponenti di maggioranza, sono già venute meno le condizioni per proseguire l’esperienza di governo, è loro preciso dovere affrontare il problema con la massima trasparenza e nel luogo istituzionalmente deputato.

Il Consiglio comunale si riunisca al più presto, lo si deve alla città, concludono.