12 Apr

Pietrucci/Masciovecchio e le lime sorde

Pierpaolo Pietrucci non si farà schiacciare e promette battaglia. In conferenza stampa con Patrizia Masciovecchio, da Spazio Rimediato, un luogo sociale dove si produce cultura, si può fare politica anche lontani dalle poltrone e dai ruoli, senza stellette e indennità, tornando tra la gente, per i due candidati alle scorse elezioni regionali che per un soffio non hanno avuto lo scranno.
Per una manciata di voti, per responsabilità dirette del partito che ancor oggi, quando sfuma sotto il naso degli abruzzesi il posto da capolista alla circoscrizione sud per Legnini, preferisce il silenzio.
Il silenzio dopo una sconfitta quasi accompagnata, il silenzio dopo le ultime candidature anonime e nonostante la battaglia tutta da combattere per la restituzione delle tasse post sisma a Bruxelles, per la quale tacciono i parlamentari del Pd, i vertici del partito locali, l’ex sindaco Cialente, i consiglieri comunali e regionali ed i rappresentanti in nazionale scelti al congresso che vedono a Roma Stefania Pezzopane, Stefano Albano, Michele Fina e Giovanni Lolli.
Ma Pietrucci non ci sta, non starà zitto e con lui Patrizia Masciovecchio.
Per soli 400 voti non è scattato il quorum in provincia dell’Aquila. Da parte di alcuni maggiorenti del partito, escluso Giovanni Lolli, c’è stato un comportamento poco chiaro. Mi hanno fatto pagare la mia poca obbedienza a regole e meccanismi di potere, le battaglie fatte in questi anni a difesa della mia comunità e del mio territorio, che ho sempre considerato prioritarie rispetto alle appartenenze di partito, ha spiegato senza filtri Pietrucci rivendicando la messe di voti guadagnati. Io e Patrizia rappresentiamo 7mila voti, sono stato il candidato di centrosinistra più votato all’Aquila e in provincia, e anche il più votato in Abruzzo in termini percentuali, perché Chieti e Teramo hanno 100mila e 60mila abitanti in più rispetto alla provincia dell’Aquila. Per una legge elettorale bizzarra, non sono riuscito a proiettare questi voti in Consiglio.
Ma non ce l’ha con la legge, la verità va scovata tra le anime sorde del partito, se Francesco Di Paolo e Antonella Santilli si fossero candidati con noi sarebbe scattato un quorum mancato per 400 voti.
Di Paolo e Santilli, tesserati Pd, hanno invece scelto una civica e non è escluso, anzi è quasi certo, che la regia fosse proprio all’interno di un partito che non ha fiatato sulla sconfitta di Pierpaolo e ancor oggi preferisce tacere sulle candidature volute da Zingaretti, che nonostante i bei voti presi all’Aquila non ha scelto Legnini come capolista, aprendo l’ingresso in Regione di Pietrucci come primo dei non eletti, bensì l’ex procuratore antimafia Franco Roberti in un silenzio assordante, se non proprio colpevole, che tuttavia Pietrucci promette di rompere. Ci rivedremo alle elezioni politiche, sapremo come comportarci. Il centrosinistra va ricostruito inglobando anche mondi diversi, come quello che qui all’Aquila è rappresentato da Americo Di Benedetto. Ci arriveremo ha detto, rimarcando quanto fatto in Regione.
22 milioni per la pista ciclopedonale della Valle dell’Aterno; 16 milioni per l’allargamento degli impianti di Campo Felice/Ovindoli/Monte Magnola; la legge su L’Aquila Capoluogo e quella su Film Commission; 8 milioni di euro per la linea B del bando Fare Centro, la riduzione dell’addizionale Irpef alle aziende che investono nelle aree interne; il collegamento ferroviario diretto L’Aquila/Roma per Passo Corese, da 1,5 miliardi di euro. Ma anche la proposta di realizzare, al posto dell’ex Inam su via XX settembre, un parcheggio multipiano, c’è già un finanziamento da 5,7 milioni.