10 Mag

Pratiche, cade semmai ogni certezza

Stupisce che alcuni tra i provvedimenti più strategici adottati dalla scorsa amministrazione per la ricostruzione privata siano stati sostituiti proprio da Vittorio Fabrizi, colui cioè che ne era stato uno degli artefici nelle vesti di direttore di Dipartimento, rilevano in una nota Paolo Romano, capogruppo de Il passo Possibile con il collega Elia Serpetti.
Ma ancor di più stupisce che i nuovi provvedimenti non portino affatto ad un’accelerazione dei processi di ricostruzione, semmai ad un disorientamento generale con la caduta di ogni punto di certezza.
Vale per la delibera n.144 sui nuovi criteri per la ricostruzione privata, così come per la n.145 sui commissariamenti.

Paolo Romano

Non possiamo non notare che la n.144 arretri l’attenzione all’esame della scheda parametrica parte prima con l’intento di organizzare l’attività dell’Usra, ma che poi di fatto rinvii solo ad una successiva determina dirigenziale.
Inoltre il lavoro da parte di Usra sulle parti prime è di fatto residuale, come dimostra una lettura veloce e attenta dello stesso web gis.
Prescindere dagli ambiti di ricostruzione per l’individuazione delle pratiche è sbagliato, in primis per la cantierizzazione e poi perché non aiuta la chiusura dei comparti già iniziati, procrastinando la ripresa della normalità e di fatto ributtando nel calderone generale pratiche che oggi avrebbero potuto essere esaminate in virtù di quella sola prerogativa.
Quando poi analizziamo le cure ideate dall’amministrazione per i ritardi sulla presentazione dei progetti, vediamo come le sanzioni proposte risultino risibili per i grandi studi professionali che hanno incamerato molti incarichi e come le stesse siano comunque passibili di ricorso in virtù di clausole contrattuali di stampo privatistico già sottoscritte con la committenza.
Individuare questi ritardi come causa di paralisi della ricostruzione e poi offrire ulteriori 120 giorni rispetto ai 90 che si avevano con le disposizioni dettate dall’Usra, è una palese contraddizione che non darà nessun esito positivo.

Elia Serpetti

Inoltre stupisce come la Giunta detti tempi all’Usra, ma non li detti ai suoi uffici per chiudere le pratiche in attesa di titolo edilizio che per questo non possono diventare cantieri effettivi.
L’aver lasciato colpevolmente scadere tutti i termini per la presentazione dei progetti, l’ultimo era al 30 settembre 2018, come desumibile dalle determine firmate dall’allora dirigente, oggi assessore Fabrizi, con la mancanza di nuovi termini preordinati sulla scheda parte seconda, esporrà nuovamente il Comune a ricorsi davanti al Tar da parte dei cittadini.
L’unico rimedio al manifestarsi delle tante inerzie sin qui denunciate era offerto dalla nomina dei commissari.
La passata amministrazione riuscì a comporre giuridicamente e approvare in Giunta il 16 giugno 2017 una delibera complessa che se attuata dall’amministrazione attuale, sarebbe stato il vero deterrente ai tanti ritardi.
Purtroppo anche qui si è preferito ignorare la delibera per due anni e poi superarla con una nuova che cancella l’utilizzo delle fasce a seconda dell’importo del progetto e tutte le disposizioni impartite a valle dello stesso.
Risibile, se non comica, la motivazione usata ovvero l’albo istituito, articolato in fasce di competenza corrispondenti a fasce di aggregati edilizi, finora non è stato utilizzato per le richieste di commissariamento esistenti; quel finora è lungo quanto i due anni della Giunta Biondi.
Non ci resta che attendere le decisioni del dirigente preposto e valutare con attenzione i tempi, i modi, le urgenze e anche le graduatorie che saranno emanate, concludono i consiglieri.