11 Set

Ricostruzione, Biondi col Centro Italia

Abbiamo chiesto anche al Sindaco Biondi. Sui ritardi nella ricostruzione pubblica e sull’assenza del Provveditorato ai Lavori Pubblici, per importanti aggregati misti nel centro storico, e del Segretariato ai Beni Culturali per la gran parte delle chiese, strutture vincolate e pericolanti, abbiamo chiesto al primo cittadino come intende muoversi e cosa ne pensa.
Abbiamo spiegato le nostre urgenze al precedente Governo faremo altrettanto con il nuovo, mi spiega. Un pacchetto di emendamenti consegnati a tutti i Governi per far comprendere la nostra posizione sulla ricostruzione pubblica. Ci sono  problemi sul personale, al Provveditorato quattro dirigenti in pensione hanno avuto solo un rimpiazzo e problemi sulle procedure, abbiamo chiesto procedure più snelle ed hanno fatto lo Sblocca cantieri, ma è cambiato poco.
Ed infatti le progettazioni non si fanno, in particolar modo nelle scuole spaccato sensibilissimo per la rinascita post sisma del capoluogo abruzzese.
Serve la gara sul preliminare e sulla validazione, gare ovunque, aggiunge, il pacchetto dimezzava i tempi delle conferenze dei servizi ma non lo hanno voluto fare. Per dimezzare i tempi per accelerare sulle scuole, hanno detto sì, alla riduzione dei tempi, ma solo con il Provveditorato, così non riusciamo a muoverci.
Un pacchetto per velocizzare la ricostruzione pubblica con il dirigente responsabile Pierluigi Carugno, ma niente, il numero dei procedimenti è invece aumentato a dismisura. Ogni volta cambia il ministro e si ricomincia, lamenta Biondi.
Il Segretario viene a due volte a settimana, ci viene in mente: come può affrontare la questione vitale delle chiese? I ministri hanno peraltro le loro peculiarità, a Bonisoli interessava molto il design, torna ora Franceschini, si ricomincia.

Pierluigi Biondi

Ho impiegato un anno e mezzo per far assumere rinforzi ad Abruzzo Engineering per la ricostruzione pubblica. Ti fiaccano, dice ancora Biondi. L’emergenza doveva durare di più. Magari non con le deroghe ed affidamenti diretti ma con la firma di provvedimenti risolutivi per importi cospicui, sì. Mi sono dimesso contro Crimi perché non mi dava retta, faremo un Appello congiunto con dieci sindaci del Centro Italia per vedere chi ci sente e per sollecitare una maggiore attenzione. Niente passerelle, per il sindaco del capoluogo, a tutti i ministri che sono venuti qui ho rappresentato le nostre esigenze ed urgenze continuerò a farlo senza distinzioni, conclude.
Sicuramente sconta una più ampia difficoltà di ordine normativo sugli appalti pubblici che riguarda tutta l’Italia. Lo Sblocca Cantieri ha cercato di modificare la rigidità delle regole, ma non c’è una norma per velocizzare la ricostruzione. Il Sindaco perseguirà la sensibilizzazione del Governo per velocizzare processi e procedure di affidamento, nel frattempo però, dovrebbero funzionare al meglio Segretariato, Provveditorato e dirigenza comunale. E soprattutto interagire. Ci risulta invece che gli innumerevoli solleciti che ricevono questi organismi centrali, spesso più a Roma che all’Aquila per evidenti ragioni, siano spesso indegnamente ignorati, ed il centro storico, a breve, dal punto di vista della sicurezza diventerà ingestibile.