30 Mar

Sanità per il rafforzamento territoriale

Interventi per favorire i servizi a domicilio sia per i pazienti positivi al Covid-19 che si trovano in isolamento a casa, che per tutti coloro che non possono uscire per le ordinanze di prevenzione sanitaria nazionali e regionali.

Nicoletta Verì

Gli ultimi dati dei contagi in Abruzzo, spiega l’assessore Nicoletta Verì, mostrano come, fortunatamente, finora il numero dei pazienti non ospedalizzati sia pari a circa il 60 per cento del totale dei positivi. Questo significa che non c’è un’ulteriore pressione sui ricoveri ospedalieri e che molti pazienti sono in condizioni non critiche, ma d’altra parte ci impone di potenziare i servizi sul territorio.

In quest’ottica, nei piani assunzionali d’emergenza delle Asl, c’è la possibilità di implementare gli organici dei Dipartimenti di prevenzione aziendali, quelli cioè che si occupano della sorveglianza sanitaria sui positivi in isolamento domiciliare o su coloro che si trovano in quarantena perché hanno avuto contatti con pazienti positivi.

Figure, continua l’assessore, centrali nella gestione dell’emergenza, che da settimane sono impegnate nella ricostruzione dei contatti di quanti sono risultati contagiati dal virus. Le Asl hanno già provveduto a rafforzare le strutture con il personale già in servizio che poteva essere riallocato, ma oggi possono ulteriormente prevedere nuovi ingressi.

Le Asl stanno concludendo l’organizzazione delle Usca, le Unità speciali di continuità assistenziale, alcune già operative, che, introdotte con ordinanza del presidente Marsilio, dovranno occuparsi della gestione domiciliare dei pazienti affetti da Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero, alleggerendo così i carichi di lavoro dei medici di medicina generale, fin dall’inizio in prima linea nell’affrontare l’epidemia.

Sono stati attuati accordi a livello locale per la distribuzione dei farmaci a domicilio dei pazienti, grazie all’appoggio delle organizzazioni di categoria dei farmacisti e alla disponibilità dell’organizzazioni di volontariato.

Alberto Albani

La curva di progressione del contagio si sta mantenendo su una previsione mediana, quella dei 1.500 Covid positivi, un numero elevato ma che il nostro sistema sanitario regionale è in grado di assorbire, pur sottolineando che la partita non si vince a livello ospedaliero ma territoriale, così Alberto Albani, a capo della maxi emergenza Sos Coronavirus.

Albani ha aggiunto che tutta la rete di emergenza ed urgenza si è trasformata per rispondere alle esigenze della pandemia, e gli ospedali si sono dotati di un piano che prevede la riconversione dei reparti di medicina e geriatria, dando ampio spazio ai Covid positivi. Gli altri pazienti vengono trasferiti, di volta in volta, nelle aree mediche degli ospedali più piccoli o nelle case di cura private. Tutto questo consente di aumentare i posti di terapia intensiva e sub intensiva.

Alle Asl sono stati consegnati trecento monitor e già oggi ulteriori 12 ventilatori sono stati distribuiti in base ai posti letto e ai pazienti, in attesa che un numero più adeguato possa essere sbloccato sul mercato. Va aumentando anche il numero dei tamponi per l’individuazione dei Covid positivi, grazie alle attività combinate dell’ospedale di Pescara, Chieti e dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo. Albani si sofferma anche a delineare la potenza del Coronavirus che in Abruzzo si attesta su una capacità di contagio di 2/2,5: ovvero un Covid positivo può infettare a sua volta due/due pazienti e mezzo. Pur essendo elevato il rischio, aggiunge Albani, si tenga conto che il morbillo ha una capacità di contagio di uno a 18. Purtroppo il coronavirus presenta una capacità di peggioramento che può portare alla mortalità.