12 Giu

Siamo a Fabriano, nello spazio Rinasco

Ci siamo. La nostra città è a Fabriano nell’annuale meeting Unesco delle città creative, ospite del padiglione Rinasco, nel Palazzo del Podestà in centro storico, con le città di Kobe, Mosul, Palmira e Haiti. Un’area di quaranta metri quadrati, resteremo fino a dicembre, con un video a proiezione multipla grazie al quale lo spettatore potrà letteralmente entrare dentro L’Aquila.
Il progetto di comunicazione all’interno del padiglione è stato curato dai tre architetti aquilani Luca Carosi, Giuseppe Cimmino e Federico Santoro.
Un’immersione totale sulle tre pareti, su una pavimentazione uguale a quella della basilica di Collemaggio, mi spiegano. 99 immagini e 9 video, i nostri numeri magici per raccontare la nostra storia, dalla fondazione duecentesca, alle 99 Cannelle, i 99 castelli, piazze e chiese.
Sulla parete a sinistra, è dunque la nostra storia, il passato.
Al centro, sulla parete centrale, sarà proiettato il presente e le immagini legate al quotidiano, proseguono i tre creativi, con tre secondi di nero ed un’immagine per le vittime del sisma. Partiamo dal ciò che eravamo, attraversando il ciò che siamo oggi per poi proiettarci verso il futuro, sulla parete destra, dove emergeranno le eccellenze della nostra città. Dai Laboratori di Fisica nucleare, al GSSI, l’Università ed il tunnel dei sottoservizi con tutto il potenziale ereditato dal passato per rigenerarci nel futuro.
Di fronte a noi quindi e al visitatore, c’è il presente, il presente da vivere guardando alla prospettiva, verso destra, per poi terminare questo percorso circolare verso l’uscita. Un’uscita speciale dov’è proiettata la Porta Santa, che nessuno poteva immaginare entrando da quell’ingresso che diventa anche uscita, che rappresenta l’emozione finale del viaggio nel passaggio più significativo ed imponente  della nostra storia, segnata dal papa eremita Celestino V.
Immagini proiettate in contemporanea sulle tre pareti in un viaggio suggestivo e continuo, sulle note della Sinfonia delle Stagioni, l’opera di Nicola Piovani realizzata per L’Aquila, su commissione della società dei concerti B. Barattelli.
E’ un adattamento, spiegano ancora gli architetti, per coprire i cinque minuti di immersione totale. Tra le stagioni abbiamo scelto la primavera come segno di rinascita.
Le immagini del Sindaco che ci racconta, introducono la nostra identità secolare, attuale e futura. Il percorso, concludono Carosi, Cimmino e Santoro, chiude con la stessa immagine, quella di una ragazza che guarda al futuro.  
Un bellissimo viaggio da fare sicuramente fino a fine anno tra l’artigianato, il design, la gastronomia, la musica, il cinema, la letteratura ed i media/arte a Fabriano, città creativa per l’artigianato. Insieme ai delegati delle 180 città creative di tutto il mondo ed i 500 ospiti.
Al meeting di Fabriano racconteremo la città e quanto stiamo realizzando con un modello di rigenerazione urbana probabilmente unico nella storia moderna, ha commentato Pierluigi Biondi, ringraziando la Fondazione Magna Carta e la Fondazione Aristide Merloni per aver fortemente voluto la partecipazione dell’Aquila all’evento.
La rete Unesco delle città creative genera economia e condivide esperienze costruendo futuro e cultura, oltre che opportunità. Sarebbe interessante se L’Aquila riuscisse a farne parte candidandosi con una propria peculiarità che potrebbe essere per esempio il cinema. Pensiamoci seriamente.