09 Lug

Sicurezza antisismica, 60% e qualcosa

Continuo a tornare sul sito dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, Usra, perché è difficile farsene una ragione.
L’Ufficio speciale restituisce aggregati riqualificati e pubblica con orgoglio i livelli di sicurezza antisismica attuali e quelli ante sisma 2009.
Diciamo che quelli ante sisma fanno accapponare la pelle, ma i livelli post sisma, d’altra parte è la norma, non restituiscono una città a prova di terremoto al 100 per 100, bensì livelli di sicurezza, ma lo sapevamo, con qualcosa di più del 60%.
Lo dice la norma.
Furono fatte delle battaglie, ci furono delle opposizioni, contro questa garanzia che tuttavia non è del 100 per 100, ma la nostra sicurezza futura si fermò intorno al 60%, in alcuni casi qualcosa di più ma lo Stato non volle concedere altro.
Hanno consentito pavimenti, finiture, malte, intonaci, persiane e finestre all’ultimo grido pagate con i soldi di tutti noi, ma se venisse domani un italiano a chiedere se questa ricostruzione garantirà una sicurezza antisismica al 100 per 100, potremmo rispondere che non siamo andati oltre il 60 per cento o meglio sì, ma non superando di molto questa soglia.
Difficile da capire.
Impossibile metabolizzare la percentuale di sicurezza antisismica precedente al 6 aprile 2009, su cui dormimmo sonni più che tranquilli, ed anzi, chi non ricorda quelle mamme esagitate alla scossa premonitrice del 30 marzo 2009 fare fuoco e fiamme a Palazzo Margherita perché non volevano che i loro figlietti fosse trasferiti dalla elementare De Amicis nell’immediata periferia di San Francesco o giù di lì?
Chi sa quante di quelle sante donne ricorderanno oggi quelle grottesche impuntature che avrebbero potuto pagare con la tragedia, visto che la sicurezza che avevamo al 2009 fa venire i brividi e lo sapevano tutti. L’Usra ce lo ricorda citando consorzi e vie.
C’è quello via del Guasto/via Collebrincioni/via delle Tre Spighe che riporta un livello di sicurezza ante sisma del 7% e post sisma del 66%.
Scorrendo troviamo quello piazza Duomo/via Patini/via Tre Marie, con un livello di sicurezza ante sisma del 7% e post del 61%.
C’è poi il piazza Duomo/via Cavour/via Tre Marie con una sicurezza ante sisma del 36% e post del 63%.
Quindi il via San Marciano/via Vetusti/via Vigliano con un ante sisma del 7% ed un post del 72%.
Ed ancora il via degli Alemanni, zona Prefettura, via Donadei con un ante sisma del 26% ed un post del 61%.
Palazzo Iacobucci/Corso Federico II passa da una sicurezza ante sisma del 44% ad un post sisma del 100 per cento, oppure il piazza Municipio B/via Sallustio che raggiunge il 69% di sicurezza dal 38%. Dovremmo anche apprezzare il 68.8% di sicurezza antisismica, dal 3% ante sisma, del Consorzio piazza Duomo/Corso Vittorio Emanuele su piazza Duomo (nella foto), come pure il Celestino V che da un tre per cento circa raggiunge un 96% di sicurezza post sisma, oppure la percentuale del Consorzio Carispaq/corso Federico II, che dal 27% passa all’80% di sicurezza.
Sono tutte percentuali di sicurezza buone per lo Stato italiano, noi, con i miliardi spesi dal 2009 continueremo a tenerci i nostri dubbi e a chiederci come mai non abbiamo preteso il cento per cento di sicurezza antisismica. Magari caricando le finiture sui proprietari e condividendo con la comunità tanta grazia pubblica comunque  ricevuta.