14 Mag

Traforo, l’incontro non è stato decisivo

Un incontro importante ma interlocutorio, non decisivo per scongiurare l’ipotesi di chiusura del traforo del Gran Sasso, nel corso del quale è emersa la volontà unanime di salvaguardare sia il bacino acquifero sia la libertà di circolazione dei cittadini.

Pierluigi Biondi

Lo dichiara il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, al termine di una riunione che si è svolta oggi nella sede del ministero dei Trasporti a cui hanno preso parte anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, il vice presidente Emanuele Imprudente, il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto e rappresentanti parlamentari.
Continuo a ritenere pretestuosa la posizione del concessionario che, allo stato attuale, dovrebbe chiudere la galleria dalla mezzanotte di domenica. Una scelta inutile, nei modi e nei tempi.
Lo ribadirò domattina nel corso della riunione che si terrà in Prefettura all’Aquila, sottolinea.
Se Strada dei Parchi, come afferma, è convinta di aver agito nel rispetto di norme e competenze, non si comprendono le motivazioni della chiusura del traforo. Apprezzo l’apertura al dialogo mostrata dal ministro alle Infrastrutture, Danilo Toninelli, conclude Biondi.

 

Tavolo Mit, una convergenza sugli obiettivi

L’adozione congiunta e coordinata di una serie di azioni inter-istituzionali per dimostrare che il traforo non necessita di essere chiuso e che la tutela della salute dei cittadini e della salubrità dell’acquifero del Gran Sasso è comunque garantita, nel breve e nel lungo termine, senza compromettere la circolazione delle persone e delle merci.
Piena convergenza su questi obiettivi  oggi al tavolo, tenutosi al Mit, cui, riferisce il Ministero delle  Infrastrutture e Trasporti, hanno preso parte i rappresentanti del  Dipartimento della Protezione civile, del Ministero dell’Ambiente, del Ministero dell’Istruzione.

Danilo Toninelli

Al tavolo, riferisce ancora il Mit, hanno preso parte anche il Provveditorato alle Opere pubbliche di Lazio, Abruzzo e Sardegna, il presidente e il vicepresidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio ed Emanuele Imprudente, nonché esponenti delle due società degli acquedotti coinvolte nella vicenda, di Ispra, Arera, Iss, Ersi  Abruzzo, Infn e dell’Autorità Distretto Appennino Centrale. Con  l’interessamento anche di una rappresentanza dei parlamentari del territorio e dei sindaci de L’Aquila e di Teramo, Pierluigi Biondi e  Gianguido D’Alberto.
Un protocollo rafforzato di monitoraggio ambientale e della risorsa idrica facente capo al Ministero dell’Ambiente, una pianificazione dell’emergenza demandata alla Protezione civile di concerto con la Regione e un piano di limitazione della circolazione sulla tratta  autostradale, operato dal concessionario Strada dei Parchi di concerto col concedente, ossia il Ministero delle Infrastrutture e dei  Trasporti: su queste tre direttrici, afferma il Mit, si articolerà  nell’immediato l’azione di risposta, in attesa che il commissario  straordinario, previsto da un emendamento governativo allo Sblocca  cantieri, possa prendere in mano la situazione, con le dovute risorse  e prerogative, per la definitiva messa in sicurezza del sistema  idrico.

 

Sicurezza traforo, commissari e fondi

Si è svolto nel pomeriggio di ieri nella sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un incontro tra i vertici ministeriali e Strada dei Parchi.
Un incontro positivo, lo ha definito il gestore in una nota ufficiale.
I rappresentanti del ministero hanno ben compreso i problemi legati alla vicenda processuale di Strada dei Parchi, rileva, e dei suoi rappresentanti in ordine ai rischi di possibile inquinamento e della convivenza sotto il Gran Sasso con il laboratorio di fisica nucleare.
Situazione che ha portato la Concessionaria SdP ad annunciare il provvedimento di chiusura delle gallerie.
Da domani, annuncia, si lavora per costruire una soluzione che sollevi la concessionaria dai problemi in ordine ai rischi di reiterazione del reato.
Il Ministero Infrastrutture e Trasporti studierà una soluzione che porti ad intervenire in tempi rapidi.  E la studierà con gli altri ministeri interessati. Precisamente il Ministero Università e Ricerca, competente per Laboratori di fisica nucleare e il Ministero dell’Ambiente che insieme alla  Regione Abruzzo sono interessati a risolvere i problemi legati all’acquifero del Ruzzo.

Cesare Ramadori

Nel corso della riunione si è ragionato e approfondito il tema dei poteri che dovrà avere il commissario che il Governo intende nominare nel decreto Sblocca Cantieri attualmente all’esame del Senato. Alla riunione la delegazione di SdP  guidata dall’ad Cesare Ramadori e il vice presidente Mauro Fabris. Per il Ministero Infrastrutture e Trasporti, il direttore generale Felice Morisco e il capo di gabinetto Gino Scaccia.
Della questione se ne discuterà oggi in Consiglio regionale, dove parte dell’opposizione chiederà conto dei fondi, che il Governo deve girare alla Regione Abruzzo per la messa in sicurezza, circa 172milioni di euro,  una figura commissariale che si limiti ad eseguire con celerità i lavori e poi l’aggiornamento del Protocollo d’intesa del 7 settembre 2017, che preveda l’ampliamento alla partecipazione dei sindaci e delle associazioni.
Per quanto riguarda i lavori da realizzare per la messa in sicurezza c’è il progetto dell’Ersi, Ente regionale servizio idrico, per una potabilizzazione con sistemi modulari separabili per 53milioni di euro di costi stimati; di Strada dei Parchi spa, per una sostituzione del manufatto in cemento che convoglia l’acqua drenata con una condotta in acciaio inox, ed altre sostituzioni, protezioni ed impermeabilizzazioni per un costo stimato di 105milioni di euro circa; e dei Laboratori di fisica nucleare, per altre impermeabilizzazioni, oltre quelle già svolte con le precedenti attività commissariali, e condotte di scarico ex novo in ghisa, per 15milioni di euro di costi stimati.
Lavori urgenti di cui prese atto la Giunta guidata dal presidente vicario Giovanni Lolli che girò ai ministeri la richiesta dei fondi necessari a realizzarli.
Bisognerà ora reperirli.