03 Mag

TUA, trasporto pubblico senza strategie

Lunedì 4 si riparte e in tanti potrebbero tornare ad usare i mezzi di trasporto pubblico.

L’Inail sottolinea che l’intero trasporto pubblico locale deve essere considerato un contesto di aggregazione medio/alto con possibilità di rischio alto nelle ore di maggior frequenza. Tutto ciò presuppone di affrontare il correlato problema delle responsabilità, rileva in una nota Gianfranco Giuliante presidente di TUA spa.

L’azienda deve preoccuparsi di sanificazione, mascherine, gel, autista separato. Ci sono tuttavia responsabilità oggettive TUA non intende assumersi, spiega.

Il necessario distanziamento sociale presuppone che tra ogni utente ci sia un metro di distanza. Un autobus ha fruibili dai 30 ai 35 metri quadri. Il calcolo è facile: circa 12 persone per corsa.
E gli altri?

Gianfranco Giuliante

Chi controlla i possibili e quasi certi trasgressori? Non di certo il personale TUA che non ha lo status giuridico per impedire e/o sanzionare un comportamento anomalo e poi rischierebbe una sovraesposizione al contagio muovendosi e baccagliando tra soggetti che non vogliono adeguarsi alle disposizioni di legge. Sicuramente non le forze dell’ordine, che avrebbero lo stato giuridico per sanzionare, ma che se utilizzate per questo finirebbero per non svolgere le mansioni ordinarie.

Quindi? La nostra richiesta di un ridisegno complessivo del sistema con diluizioni di orario (fabbriche), percorsi privilegiati per autobus (comuni) si è ad oggi scontrato con ritardi nelle risposte e/o pigrizie circa la volontà di ripensarsi. Questo, attualmente, lo stato dell’arte.

Speriamo naturalmente di sbagliare ma al caos non si potrà rispondere a caso.

Il numero degli autobus è finito, il numero delle utenze è superiore alla capienza imposta, molti rimarranno a piedi con possibilità di assembramenti diffusi e con conseguenze non auspicabili. Speriamo effettivamente ci siano mascherine per tutti.

Intanto, conclude, alle nostre gare a 50 centesimi a mascherina, ad oggi, non ha ancora risposto nessuno. Se all’emergenza sanitaria e a quella finanziaria si somma il timore che le nuove regole non siano efficaci, la ripartenza rischia di far implodere il sistema.