10 Lug

Verifica impianti, la diffida di CNA

A seguito delle numerose richieste pervenute, CNA ha organizzato un incontro con diverse decine di installatori e di manutentori per approfondire i contenuti  della L.10/91, del DPR 412/93 e della norma UNI 10738.
La norma UNI 10738 definisce i requisiti di sicurezza degli impianti a gas domestici e similari consentendo agli operatori del settore di valutare lo stato di sicurezza degli impianti esistenti indipendentemente dall’anno di costruzione, ovvero senza tenere conto della norma in vigore all’epoca della realizzazione dell’impianto stesso, scrive in una nota CNA, L’Aquila.
Tutto al fine di stabilire se l’impianto gas verificato può continuare ad essere utilizzato nello stato in cui si trova, senza pregiudizio per la sicurezza.
Ciò premesso, nell’incontro svolto  alla presenza dei portavoce settore Installatori e Manutentori CNA L’Aquila Franco Marzolo e Mario Baglioni, nonché del direttore CNA L’Aquila Agostino Del Re, è emersa l’inadempienza da parte della Provincia per i Comuni al di sotto dei 40mila abitanti, delegata all’esecuzione degli accertamenti e delle ispezioni sugli impianti termici degli edifici con l’adozione dei regolamenti attuativi della legge premessa, in quanto funzionali al perseguimento della sicurezza degli ambienti domestici e lavorativi, del rispetto dell’ambiente, del risparmio energetico.

Agostino Del Re

Non solo, tale condizione determina un regime di totale deregolamentazione dell’attività, obbligatoria per legge, di certificazione degli impianti termici, con  un effetto distorsivo del settore con grave danno per l’intera filiera, dalla concorrenza tra i soggetti certificatori al mancato perseguimento del risparmio per l’utenza e in genere del mancato raggiungimento degli obiettivi di tutela dell’ambiente e di risparmio energetico.
In mancanza della regolamentazione l’intero impianto normativo risulta vanificato in quanto, si sta assistendo al dilagare del fenomeno dell’abusivismo nel settore delle installazioni e delle manutenzioni degli impianti. Inoltre il settore dotato di alta professionalità e competenza, proiettato alla tutela e sicurezza dell’utente, rischia di avere ripercussioni negative di sviluppo sia sulle centinaia di imprese che sulla ricaduta occupazionale di circa 400 addetti del territorio per un valore complessivo reddituale di circa 16milioni di euro, con l’aggravamento dell’attuale difficoltà economica, duramente provate dagli eventi sismici. E’ fondamentale l’invito alla Provincia per risolvere il livello di pericolosità che può generarsi a causa dell’inadempienza e a cui potrebbe far seguito un’assunzione di corresponsabilità, applicando con la massima urgenza quanto previsto per legge senza alcun indugio.
Tale condizione, secondo la CNA, appare non più tollerabile perché priva di giustificazione e palesemente contraria alle disposizioni di legge attualmente vigenti. L’assemblea all’unanimità, ha incaricato con piena delega i portavoce Franco Marzolo e Mario Baglione, qualora inascoltati dalla Provincia a perseguire le idonee misure per il rispetto di quanto previsto per legge oltre che indire concrete iniziative di dissenso.