11 Apr

Zone rosse, parte intanto la De Amicis

Sono stati ridefiniti i confini della zona rossa. Con ordinanza sindacale del 27 marzo scorso sono stati ridotti i limiti invalicabili del centro storico dell’Aquila.
Dovranno essere messi nuovi cartelli che indicano il divieto di accesso, transennature, segnaletica e ricostituite le originali destinazioni d’uso, ciò vuol dire che i residenti ed i titolari di attività o studi professionali che prima avevano permessi particolari di accesso, potranno entrare in quelle zone oppure no esattamente come tutti gli altri cittadini, è quindi ripristinata la normalità per le zone dove i cantieri sono stati ultimati.
C’è da sottolineare che anche addetti ai cantieri, maestranze e tecnici non hanno alcuna autorizzazione a sostare nelle aree del centro storico ma possono solo transitarvi, anche se a vedere com’è assalito quotidianamente il centro da auto e mezzi in sosta di ogni tipo il rispetto non sembra garantito.
Ospiti di residenti e clienti di studi o negozi che dovranno recarsi nelle zone rosse dovranno come in passato concordare l’accesso con gli ospitanti ed i professionisti per confermare il diritto all’accesso qualora fossero chieste le generalità da qualche autorità, mentre consigliano la massima attenzione evitando assembramenti e soste in prossimità di cornicioni e vicinanze degli immobili non ancora riparati.
Saranno revocati tutti i permessi in zona rossa rilasciati a residenti o studi professionali che non devono più attraversare le zone interdette per raggiungere i luoghi di lavoro o la propria casa.
La ricostruzione privata sarebbe ultimata al 75% e man a mano si tornerà alle regole uguali per tutti, d’altra parte sulla ricostruzione pubblica, per lo più abbandonata in questi dieci anni, dovremo fare i conti con la sicurezza e la pubblica incolumità.
Parliamo di chiese, palazzi storici, uffici pubblici e di ogni struttura puntellata da un decennio e mai manutenuta e controllata nella tenuta di tali puntelli, parecchi in legno, a posa dei Vigili del fuoco ed oggi in grave deperimento, altri con i tiranti in acciaio che tuttavia, in assenza di manutenzioni, negli anni, e in molte zone, risultano visibilmente allentati.
Stamattina abbiamo visto il cantiere della De Amicis finalmente avviato, dopo dieci anni e l’impegno delle cantanti italiane che per il decennale non hanno detto una parola,  la strada da fare è davvero lunga.
Gli attori principali, oltre ai proprietari, sono il Provveditorato ai lavori pubblici ed il Segretariato regionale dei beni culturali, nella gran parte dei casi con i fondi per la ricostruzione in cassa da anni. E’ ora di dare la svolta, per la rinascita e per la sicurezza della comunità che vuole tornare a vivere. Peraltro con il centro storico dell’Aquila è stata riperimetrata anche la frazione di Arischia, mentre sulle altre siamo fermi al 2012 e 2011 se non al 2010. Segno che da allora s’è mosso davvero troppo poco.